L’ha persa Ranieri, con la fattiva collaborazione dei senatori.

La partita è stata preparata discretamente. Centrocampo a 4, con Faraoni e Alvarez molto larghi per tenere basse le ali dell’Udinese. Nel primo tempo, infatti, l’Inter ha in mano il pallino del gioco e corre virtualmente zero rischi. L’Udinese è molto ordinata, l’Inter molto lenta, di conseguenza il possesso palla nerazzurro è per lo più basato su passaggi orizzontali e cross dal fondo di Faraoni. Alvarez, la nuova vittima sacrificale del magnifico pubblico di San Siro, sulla fascia non trova spazio, allora, pur partendo da sinistra, si accentra giocando tra le linee come un trequartista, dimostrando, come si capirà nel corso del secondo tempo, una visione di gioco superiore a quella dell’allenatore. Questa anarchia gli costa una serie di strigliate dal tecnico.

Nell’intervallo, fedele all’idea di stravolgere la squadra dopo 45 minuti eliminando uno dei giovani dal campo, Ranieri pensa di inserire Nagatomo al posto di Alvarez, rinunciando a tecnica e visione di gioco sull’altare di velocità e disciplina. Viene anche tolto l’unico che aveva almeno tentato (non sempre bene, va detto) di fare qualcosa per rompere uno stallo dettato da due punte intrappolate e dalla staticità di centrocampo e terzini. Dopo 5 minuti di foga complessivamente inconcludente, Guidolin avanza Armero di 20 metri e l’Inter perde il controllo del gioco, e con esso la possibilità di rallentarlo. I reparti nerazzurri tengono comunque le posizioni e l’Udinese, pur facendo molto possesso, non ha vere occasioni da gol. L’assist migliore per le punte interiste lo offre Samuel (!) con un cross dalla trequarti.

Ranieri cambia Faraoni (crampi) con Zarate nel tentativo di portarla a casa. Nagatomo viene messo terzino destro, rombo a centrocampo: con Cambiasso e Zanetti che non ne hanno più da 10 minuti, Motta che ha un gran senso della posizione ma non è in grado di dare intensità e Zarate che gioca schiacciato sulle punte, la mossa consegna all’Udinese anche il centrocampo. Risultato, un’occasione nitida sprecata e poi lo 0-1.

La mossa della disperazione ha del grottesco: Stankovic (che dopo 10 minuti in campo è già più lento di chi è dentro dall’inizio dopo aver giocato giovedì sera) al posto di Chivu, con Nagatomo che cambia il terzo ruolo in circa 30 minuti. Castaignos, che la settimana scorsa aveva risolto la partita, viene premiato come merita: 90 minuti in panchina. Se lui avesse offerto la prestazione di cui si sono resi protagonisti Pazzini e Milito sarebbe stato seppellito dai fischi, e ne sarebbe stata chiesta l’espulsione dal suolo patrio. Samuel in 10 minuti da centravanti aggiunto fa molto di più di quanto avessero combinato in due fino a quel momento.

Pagelle

Julio Cesar 7; Zanetti 4,5; Ranocchia 5; Samuel 6,5; Chivu 6 (Stankovic s.v.); Faraoni 7 (Zarate 4); Cambiasso 5; Motta 6; Alvarez 6 (Nagatomo 5); Milito 5; Pazzini 4. All. Ranieri 4.

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