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Oggi all’università di Tor Vergata c’è stata la cerimonia di consegna dei premi di laurea intitolati a Raeli. Sull’utilità di assegnare 5000 euro a 300 studenti all’anno, viste le condizioni in cui versa l’università pubblica italiana (anche solo dimezzando il numero dei premiati, passando da 50 a 25 per facoltà, si otterrebbero 750.000 euro all’anno da investire nella didattica e nella ricerca), parleremo in altra sede. Sulla brillantezza dell’idea di tenere la cerimonia lo stesso giorno dello scritto dell’esame di stato per l’ammissione all’albo degli ingegneri, non vale la pena soffermarsi: fa già ridere così.

Succede che tre dei premiati della facoltà di Lettere abbiano fatto la tesi con la stessa docente. Capita anche che un suo ex assistente, che ha aiutato questi studenti a vari livelli, vada ad assistere alla cerimonia, e che due dei tre premiati (più gli allegati ad essi collegati, tra cui altri ex studenti) lo accolgano da pari a pari e si interessino a lui. In particolare una, che l’ex assistente ha sempre stimato moltissimo per umanità ed intelligenza, e con la quale intrattiene un vivace ancorché discontinuo scambio epistolare, insiste anche per offrirgli qualcosa al bar; l’ex assistente è tuttavia un orso, che tra l’altro meno caffè beve e meglio è, quindi rifiuta, ma rimane per fare quattro piacevolissime chiacchiere.

Ogni tanto si ha l’occasione di percepire di non essere inutili. Oggi è toccato a quell’ex assistente.

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