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Ho recentemente letto un articolocontemporaneamente lusinghiero e sconfortante, sul sito del Fatto Quotidiano, che menziona, ed incorpora da Youtube, l’intervento di Elisa ad “Il più grande spettacolo dopo il week end”. Sorvoliamo in questa sede sul contenuto dell’articolo, e sul deprimente motivo per cui l’intervento è citato in termini entusiastici.

Fiorello ha messo Elisa a suo agio e nella posizione di esprimersi, e lei è stata eccezionale: oltre ad essere divertente e brillante, ha anche dato ampio sfoggio delle sue notevoli doti canore, senza dare l’impressione di ostentarle. Ha imitato Laura Pausini, Carmen Consoli e Shakira; poi, assieme al conduttore, si è cimentata come vocalist da discoteca, infine i due hanno proposto un mash-up tra “Mr. Saxobeat” di Alexandra Stan e “Vengo anch’io, no tu no” di Enzo Jannacci. Praticamente, in 10 minuti Elisa ha utilizzato una varietà di note e di registri che la stragrande maggioranza dei cantanti non è in grado di produrre in tutta una carriera.

Affascinato dalla performance della cantante, sono andato a riprendere l’unico suo lavoro che ho nella mia collezione, che tra l’altro non sentivo da molto tempo: “Asile’s World”, datato 2001 e noto ai più per essere il CD che contiene “Luce (tramonti a nord est)”, vincitrice a Sanremo quello stesso anno. E, a quasi 11 anni dalla pubblicazione, posso commentare solo in un modo: cazzo, che disco!

13 brani originali e qualche versione alternativa. Una continuità su grandi livell impressionante: “Gift”, “Asile’s world”, “Seven times”, “Come & sit” sono 4 capolavori; il resto è tutt’altro che riempitivo, non c’è un solo pezzo debole e non c’è un pezzo che non contenga apprezzabili elementi di creatività ed originalità. La voce è semplicemente superlativa, ma questa non è una sorpresa. L’atmosfera, per lo più creata con l’utilizzo di un’elettronica raffinata e mai invasiva, è sottile ed elegante, ed il disco gode di un’ottima struttura unitaria: si passa da un brano all’altro senza soluzione di continuità emotiva. Un grandissimo album.


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