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Fragole-e-sangue-locandinaÈ difficile che un film pensato come opera di denuncia su fatti di attualità possa rappresentare, a 40 anni di distanza, una valida narrazione storica del periodo su cui è incentrato. “Fragole e sangue”, film del 1970 di Stuart Hagmann, tuttavia ci riesce.

La pellicola è ambientata nel mondo delle rivolte studentesche degli anni Sessanta. Un giovane inizia a frequentarle perché è attratto da una ragazza politicamente attiva; inizialmente le sue priorità sembrano non essere particolarmente scalfite dall’essere all’interno del movimento, tuttavia, dopo un paio di episodi di violenza, uno costruito ed uno reale, di cui si trova protagonista, inizia a prendere coscienza dei problemi sollevati dai rivoltosi e si trova via via sempre più coinvolto.

La prima metà della pellicola è scanzonata e quasi disimpegnata. La protesta degli studenti è raccontata con ironia ed intelligenza, e ne vengono descritte le intenzioni, lodevoli quanto utopiche, e l’approssimazione organizzativa. Il lento calarvisi e prenderne coscienza da perte del protagonista mantengono lo stesso registro pressoché infantile, quasi a sottolinearne la purezza. L’utilizzo di continue panoramiche a 360°, che risultano una via di mezzo tra una visuale a tutto tondo ed un giramento di testa, evidenziano la sua progressiva apertura ai problemi del mondo esterno e, allo stesso tempo, il suo disorientamento, anche di fronte alle problematiche interne alle proteste. All’appropinquarsi del finale il tono spensierato lascia il passo ad una certa suspense, che conduce rapidamente alla superba e famosissima scena finale, in cui la polizia sgombra la sede occupata dell’università con lacrimogeni e manganelli, mentre i ragazzi sono riuniti in cerchi concentrici e cantano “Give peace a chance” di John Lennon, emotivamente molto forte e di grande impatto.

Il film è stato realizzato praticamente sul pezzo, per denunciare le mistificazioni operate dai media sulle motivazione delle rivolte, sulle rivolte stesse e sulle violenze operate dalle forze dell’ordine, senza alcuna pretesa di raccontare le cose da un punto di vista esterno e in prospettiva storica. Tuttavia, a quasi mezzo secolo di distanza, oltre a risultare godibilissimo, resta una pietra miliare nel raccontare un’epoca ed uno scontro generazionale che hanno avuto un impatto enorme sulla vita quotidiana degli Stati Uniti e del mondo occidentale nel suo complesso. E, tutto sommato, anche alcune delle dinamiche tuttora soggiacenti i movimenti di protesta e le reazioni dell’ordine costituito.

Gran bel film. Nonostante non sia facile da reperire (non esiste un’edizione in dvd), da vedere.

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