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Da diversi anni le principali case discografiche ripubblicano periodicamente in CD alcuni (più o meno) grandi dischi della storia del rock, con l’aggiunta di materiale a diversi livelli di inutilità. Basta prendere un qualunque CD classico di Who, Procol Harum, Deep Purple, Yes o Jethro Tull per farsi un’idea.

Inserire in una versione aggiornata del primo album dei Procol Harum “A whiter shade of pale” e “Homburg” ha un senso (comunque, non tutto il resto che ci hanno schiaffato). Mettere un’intervista a Ian Anderson e un concentrato del disco in versione live su “Thick as a brick”, francamente, no. Infilare, in dischi che hanno cresciuto un paio di generazioni, inediti successivi di 25 anni od outtakes scartati, evidentemente per qualche ragione, nella pubblicazione originaria è puro onanismo. O anche no, in realtà dipende da chi dirige l’operazione: se sono gli autori stessi, si tratta effettivamente di masturbazione; se invece sono le case discografiche, è mera avidità con sprezzo del ridicolo.

Ovviamente la faccenda rasenta la truffa, in quanto, oltre a permettere di tornare a chiedere soldi ai fans storici dei diversi artisti, consente di tenere artificialmente alto il prezzo base di più o meno tutti i titoli che hanno un minimo di mercato. Ci sarebbe da discutere sulla liceità, almeno morale, di rifugiarsi nel download pirata, ma non è di questo che stiamo parlando.

“Dirty deeds done dirt cheap” è il terzo disco degli AC/DC. Originariamente, nel 1976, fu pubblicato solo in Australia; qualche anno dopo fu commercializzata un’altra edizione a livello internazionale. Entrambe le versioni dell’album constano di 9 pezzi, ma i brani in comune (con qualche differenza nelle registrazioni) sono 7, il che porta a 11 il numero di inediti complessivi. Uno di questi, “Jailbreak”, in Australia fu utilizzato come singolo, ed è praticamente sempre stato suonato dalla band dal vivo, perché, per via della struttura, è facilmente trasformabile in un inno da concerto.

“Jailbreak” è presente solo nella versione australiana del disco. Quindi, a livello internazionale, si tratta di un brano disponibile solo su singolo, in versione live e sulle raccolte. Particolare curioso: un’edizione del CD contenente tutti gli 11 pezzi non è mai stata pubblicata.

Perché?

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