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Land_of_plenty_(2004)Film del 2004 di Wim Wenders, con John Riel e Michelle Williams, ritengo sia l’opera più bella sull’America post-11 settembre.

Paul, un veterano del Vietnam che gli attentati a New York e Washington hanno fatto ripiombare nei suoi incubi sopiti da decenni e che vive isolato ed in stato di costante allerta, e Lana, una giovane missionaria, sua nipote, dedita all’aiuto dei senzatetto di Los Angeles dopo una lunga esperienza in Palestina, assistono all’omicidio di un giovane arabo ospite della missione; lei vuole riportarne il corpo all’unico parente in vita, lui indagare sulla cellula terroristica di cui suppone facesse parte. La condivisione dell’esperienza consente ai due di riallacciare i rapporti, interrotti tanto tempo prima, ed inizialmente difficili a causa delle quasi antitetiche concezioni del mondo.

Paranoie, sospetti, povertà, emarginazione, solitudine, indifferenza, tentativi di integrazione e ricerca di una vita normale sono gli argomenti centrali di un film davvero riuscito, che, come è ovvio, concede qualcosa alla retorica, ma indaga i profondi Stati Uniti di inizio millennio in un modo più convincente rispetto al pur ottimo “Gran Torino” di Eastwood (che dopotutto è incentrato sui rapporti di un americano ultraconservatore con una famiglia di vietnamiti, non di mediorientali). Le scelte di luci, fotografia e regia creano atmosfere cupe e dimesse nei sobborghi della grande città (ed è evidente il contrasto con la patinatura riservata alle zone più centrali e ricche), e desolate quando l’azione si sposta nella Death Valley. Riehl e la Williams sono bravissimi (soprattutto il primo) a dare caratterizzazioni precise a dei personaggi che, pur rispettando alcuni cliché, vengono descritti senza condiscendenza od esaltazione, ma con sobrietà e delicatezza. La musica è puntualissima, i brani sono selezionati con grande cura. Eccellenti il colloquio finale tra zio e nipote, in cui i due rivivono le rispettive sensazioni vissute l’11 settembre 2001, e la successiva chiusura on the road attraverso l’America, con arrivo a New York e visita a Ground Zero.

Film bellissimo, a tratti eccezionale.

Un piccolo appunto personale su Michelle Williams, un mio amore cinematografico da qualche anno: non è molto bella né particolarmente attraente; tuttavia, in questo come in altri film (“Wendy & Lucy” su tutti), mi fa venire voglia di abbracciarla e di farle tante coccole. Sono matto?

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