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Qualche giorno fa stavo ascoltando il 33 giri di “Fruit at the Bottom”, album datato 1989 del duo femminile Wendy & Lisa. Come d’abitudine, essendo i testi dei brani stampati sull’inner sleeve, li stavo seguendo tenendo dietro di esso la copertina cartonata. Quindi, se qualcuno mi avesse visto sul divano, con le cuffie, avrebbe visto la front o la back cover (lato, circa 30 centimetri) del disco che ascoltavo.

 

Ora, chiunque si trovi davanti una copertina ritraente alcune foto di due ragazze piacenti, in pose vagamente ammiccanti con scollature e pancia cabrio, giungerebbe probabilmente alla conclusione, considerato anche il nome del gruppo, che si tratti di una specie di girl band, tipo Spice Girls ante litteram (o magari tipo Bananarama e Mel & Kim).

Che Wendy Melvoin e Lisa Coleman, prima di iniziare a fare musica per i fatti loro, abbiano suonato per Prince, lo sanno in pochi. Andiamo a vedere i crediti dell’album. Wendy: voce solista, chitarra ritmica, basso, batteria, programmazione; Lisa: voce solista, seconda voce, piano, tastiere, programmazione. L’intera studio crew consta di altre 4 persone: due coriste, una batterista, un chitarrista che suona su un solo pezzo (“Satisfaction”). L’album è interamente scritto e prodotto da Wendy & Lisa, con l’eccezione di un solo pezzo (sempre “Satisfaction”), scritto assieme ad una terza persona.

Non precisamente una girl band, insomma. Pop, certamente (ma anche soul e tanto funk, il tutto fatto davvero molto bene), ma non una girl band. E sarebbe particolarmente interessante andare a vedere la loro produzione successiva agli anni ottanta. In particolare “White Flags of Winter Chimneys”, il loro disco del 2008 (ci tornerò…), rasenta la definizione di perfetto.


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