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Notturno busFilm italiano del 2007, tra la commedia e il noir, con Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea e Francesco “René Ferretti” Pannofino. Compaiono in ruoli secondari altri due personaggi di “Boris”: Lopez e Biascica. Il telefilm sembra aver creato una sorta di compagnia di giro che talvolta si associa a produzioni di qualità. Come questa.

Due fazioni di agenti segreti inseguono un microchip rubato, per il quale una delle parti è disposta a pagare un riscatto di 4 milioni di euro, l’altra ad inseguire, torturare ed eventualmente uccidere chiunque si metta in mezzo. Una giovane ladra ci finisce in mezzo quando rapina il destinatario del riscatto e si ritrova, inconsapevolmente, nelle mani un oggetto prezioso e pericoloso; durante i suoi tentativi di fuga, si imbatte nell’autista di autobus notturni, che, a causa della sua disponibilità e della sua vulnerabilità alle “personalità seduttive” (altrimenti dette “stronze”) come lei, finisce coinvolto nella baraonda. Seguono tanti fuochi d’artificio, sia in termini di azione che di dialoghi ed interazioni tra i personaggi.

Notturno bus 2Lo sviluppo della storia, per quanto nel complesso non brilli per originalità, è interessante e non banale; i ritmi sono serrati senza essere frenetici, e seguono una sceneggiatura che alterna suspense e situazioni surreali e grottesche, umoristicamente molto efficaci. Da questo punto di vista, si tratta di un film moderno che segue le linee guida di diverse opere cinematografiche e televisive di stampo anglo-americano. L’ambientazione romana per una volta prescinde da cartoline e monumenti per concentrarsi sulla vicenda. A grande merito degli sceneggiatori va detto che hanno evitato i tipici giochi delle tre carte con borse e oggetti vari: il mircochip, gli spettatori sanno dov’è, i personaggi no, e basta; i soldi, spettatori e personaggi interessati sanno dove sono e li inseguono esplicitamente.

Con un paio di eccezioni che non danneggiano la tenuta della pellicola, la recitazione è davvero notevole. Mastandrea viene messo nella condizione di esprimersi al meglio, interpretando un romano malinconico e spiritoso; Pannofino è strepitoso ed è calato su una parte che ne esalta la personalità (non è tanto la voce, dopotutto doppia Clooney e Petersen: è la sua presenza fisica in scena che lo rende perfetto per personaggi isterici, scazzati e scattosi); la Mezzogiorno non è una novità per nessuno: brillante, duttile, espressiva e bellissima.

Il punto debole è il finale scontato. Ma per una buona ora e quaranta minuti tiene incollati al divano e diverte: un signor film.

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