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Ieri mi è tornata in mente una faccenda. Stavo pensando ai deliri di Mario Monti sull’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e sulla sua singolare teoria che il posto fisso è noioso, quando mi è improvvisamente sovvenuto il surreale slogan che, in piena epoca rutelliana, introdusse le famigerate strisce blu, ossia i parcheggi a pagamento, nel complicato sistema romano di sosta automobilistica: “i parcheggi: usarli meglio, usarli tutti”.

A metà degli anni Novanta, quando questi memorabili eventi ebbero luogo, fu immediatamente chiaro a tutti che l’amministrazione comunale stava prendendo i cittadini per i fondelli. Il problema, ovviamente, non era una fantomatica scarsa efficienza nell’utilizzo dei parcheggi, ma che i posti auto erano troppo pochi. A quelle condizioni, l’unico modo per riuscire a mollare l’auto era aspettare che qualcuno spostasse la propria. Di fronte all’incapacità di porre rimedio alla situazione incrementando i parcheggi, in particolare in certe zone, una giunta incompetente preferì tirare fuori uno slogan da vendere alla stampa e lucrare sul problema. Ad oggi, a parte le fortune della società appaltatrice della sosta a pagamento, non abbiamo risolto niente. Come conseguenza, chi è costretto a servirsi della macchina, anche in virtù di un servizio di trasporto pubblico quantomeno bizzarro, deve metterla in garage o tentare di parcheggiarla munendosi di sconfinata pazienza o di tanta fantasia.

Trasferiamo tutto questo sulle politiche del governo in tema di occupazione. È chiaro a chiunque non viva con la testa sotto la sabbia che il problema della disoccupazione, giovanile ma non solo, in Italia, non è determinato dallo scarso ricambio, ma dalla scarsità di domanda di lavoro da parte del sistema e da un pesante quanto politicamente ignorato mismatch tra skills richiesti ed offerti. E, si badi, il mismatch vale da entrambe le parti: perché, dal lato dell’offerta, è certamente assurdo il numero di dottori in Giurisprudenza e Lettere che escono dalle università italiane; ma, dal lato della domanda, è inconcepibile che in un paese occidentale non siano richiesti dei laureati e che, ad esempio, in un paese a forte orientamento turistico, la ricettività venga gestita in larga parte a livello familiare, senza l’utilizzo di risorse formate. Però il proditorio Mario Monti preferisce andare in conferenza stampa e tirar fuori un concetto di per sé ridicolo, che di fatto nasconde l’unica misura nelle sue intenzioni percorribile: facilitare i licenziamenti, in modo che chi è disoccupato possa ambire a prendere il posto di chi viene mandato via.

Ma, invece, fare qualcosa per creare qualche posto di lavoro? Ah, no: quello significherebbe governare. Plagiare Francesco Rutelli: ecco a cosa si è ridotto l’esecutivo. L’unico aspetto positivo è che, per ora, non lucra sul problema.

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