Tag

, , , , , , ,

A proposito del mio post “Telefilm e reggiseni” di qualche tempo fa, un’amica mi fece notare che un altro surreale standard di regia in opere televisive e cinematografiche mainstream consta di donne che si alzano dal letto per recarsi, ad esempio, in bagno o in cucina, coprendosi con un lenzuolo paludato a 3 piazze.

Aggiungo, come ulteriore elemento di singolarità, che la donna indossa il lenzuolo pressoché invariabilmente con le medesime eleganza e sensualità con cui porterebbe un vestito da sera. Il livello di destrezza richiesto, oltretutto, è significativo. Se io me ne andassi in giro coperto da un lenzuolo di dimensioni comparabili, dovrei ritenermi fortunato a finire semplicemente disteso a faccia avanti dopo averci inciampato; si noti che la necessità di mantenere la copertura delle pudenda mi impedirebbe di parare la caduta con le mani, con tutti i rovinosi effetti del caso. In caso di media sfortuna finirei per arrestare il crollo contro qualcosa di fragile e/o doloroso da urtare. Qualora, più realisticamente, approdassi a situazioni tipo legge di Murphy, finirei per mettere k.o. la controparte tramite proditoria capocciata sul petto, con conseguenti frattura dello sterno e frettoloso trasferimento al pronto soccorso.

Tuttavia, pur riconoscendo l’assurdità della faccenda, alla rilevazione della mia amica eccepisco quanto segue.

La rimozione del reggiseno di una donna che viene ripresa, di spalle e da un paio di isolati di distanza, mentre gira una scena di sesso non ha nessun costo di sorta e rende la scena più realistica. La rimozione del lenzuolo di metri 5×4, invece, quantunque permetterebbe di osservare una situazione anche minimamente credibile, implicherebbe una delle seguenti tre soluzioni: primo, riprendere l’attrice in primo piano, scelta di per sé curiosa se l’idea è mostrarla mentre si sposta; secondo, fornirla di biancheria, possibilmente castigata tipo mutandoni ascellari stile Fantozzi, il che ci riporta ad una situazione di fatto analoga a quella descritta nel mio post precedente; terzo, effettuare delle riprese di nudo.

E il nudo crea problemi a diversi livelli: l’attrice potrebbe non accettare di farlo; se accetta di farlo, il prezzo si alza; le associazioni di genitori mugugnano; la censura (in Italia, quel grottesco costrutto che impone di tradurre “fuck” con “accidenti” e non fiata quando certi maîtres à penser esprimono con eloquio forbito i rispettivi punti di vista in piena fascia protetta in programmi tipo “l’isola dei famosi”) prima bofonchia, poi si attiva e vieta la trasmissione. Meglio il lenzuolo.

Annunci