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Sabato mattina mi trovavo a villa Borghese, dalle parti di piazza di Siena, diretto verso piazzale Flaminio. Superatala sul lato stretto, sulla strada che la costeggia da sotto, vengo fermato da una signora di mezza età, seguita da una coetanea e da una piccola folla di quindicenni, evidentemente in gita scolastica. Mi chiede, con accento che tradisce origini nordiche, se si trovano sulla strada giusta per la Galleria Nazionale di Arte Moderna, a via delle Belle Arti.

Rispondo che siamo a piazza di Siena. Sulla cartina che la prima professoressa accompagnatrice ha in mano, segnalo la nostra posizione: guardando verso dove la scolaresca si dirigeva, il laghetto è alla nostra sinistra. Segue breve conciliabolo, relativamente al fatto che, salendo da piazzale Flaminio con l’autobus, devono aver evidentemente percorso una fermata di troppo. Spiego che non è grave: basta recarsi verso il laghetto, doppiarlo tenendolo sulla destra, passare sotto un arco, proseguire dritti per pochi metri, e poi, alla prima strada incrociante, svoltare a destra, per trovarsi sopra Belle Arti.

Mentre mi esibisco nella spiegazione, noto che le due docenti confabulano tra loro, prestando attenzione pressoché nulla a quanto dico. Quando termino la spiegazione chiedo se è tutto chiaro: mi vengono esposte perplessità sul laghetto. Ripeto che la distanza è minima e ricomincio la spiegazione da capo, ma di nuovo, mentre parlo, le due signore, che sicuramente hanno assai da ridire quando dalla classe si leva un fastidioso chiacchiericchio durante le loro lezioni, parlano tra loro.

Riprendo la mia strada, diretto a mia volta verso il laghetto. Vedo che all’inizio la scolaresca mi segue. Arrivatovi, inizio a perdere tempo per verificare se la mia spiegazione fosse stata compresa e digerita. Non arriva nessuno. Proseguo, diretto verso la medesima direzione che avevo tentato di inculcare alle due docenti. Arrivato alla svolta, dovendo io proseguire dritto, mi attardo qualche secondo per vedere che succede. Dopo circa un paio di minuti non solo la scolaresca non arriva: non è nemmeno in vista. Starmi a sentire pareva brutto?

Io sono abbastanza convinto che almeno le due ragazze che mi erano vicine mentre offrivo le mie spiegazioni abbiano ascoltato attentamente quello che dicevo. Ma, onestamente, chi ce le vede le due prof ad ammettere la perdita dell’orientamento e seguire le loro indicazioni?

O forse transitare il laghetto è stato semplicemente considerato troppo sconveniente?

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