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“L’economia irlandese sotto la guida del premier Kenny è buona dimostrazione di quello che anche in Italia diciamo spesso a cittadini e cioè che misure di consolidamento di bilancio, di rigore e riforme strutturali possono essere difficili da affrontare e sopportare nel brevissimo periodo, ma poi generano effettivamente la ripresa della crescita economica.” – Mario Monti, 23 febbraio 2012.

“Ireland’s economy unexpectedly contracted in the fourth quarter, pushing the nation back into recession, led by a drop in exports and government spending. […] Irish Finance Minister Michael Noonan said last week that he expects to cut the government’s growth forecast for this year as exports slow and consumer spending continues to contract.” – Business Week, 22 marzo 2012.

Quando si dice la competenza.

In un sistema economico, lo stato può compiere due tipi di intervento: uno di politica fiscale ed uno di politica monetaria. Ovviamente questi due tipi di intervento non sono esclusivi: in un momento critico di solito è necessario utilizzarli entrambi, per poter dare lo shock necessario ed evitare ripercussioni esterne; e non è nemmeno detto che bastino. Ora, in Europa, i singoli stati non hanno sovranità monetaria: ce l’ha la BCE, la quale ha come unica missione statutaria il controllo dell’inflazione; in nessun modo nei suoi compiti sono citati crescita economica, controllo del tasso di cambio, difesa dell’economia dell’UE o dei singoli paesi.

L’unica arma dunque a disposizione degli stati è la politica fiscale. In economia si parla di politica fiscale espansiva quando si ricorre al deficit di bilancio, e di politica restrittiva quando si opera in senso inverso. Un politica espansiva mira ad immettere liquidità nel sistema, ed è uno strumento fondamentale per contrastare i movimenti recessivi.

Come si genera la ripresa economica? John Maynard Keynes fu molto chiaro: stimolando i consumi aumentando la spesa pubblica o riducendo le tasse per aumentare il reddito disponibile delle persone; lui stesso, inoltre, ammise l’insufficienza di questo tipo di stimolazione, perché è necessario poi impedire che la maggiore disponibilità di denaro si traduca in un semplice aumento dei prezzi, e soprattutto compiere interventi per modificare strutturalmente le aspettative degli operatori sull’andamento futuro del sistema, in modo che i consumatori riprendano stabilmente a spendere ed il sistema produttivo riparta.

L’Unione Europea, in un momento (momento?) di recessione esige politiche di rigore: quindi non interventi espansivi, ma restrittivi. In altre parole, in una crisi generata da polarizzazione nella distribuzione del reddito, che si è tradotta in consumi insufficienti e nella mancata reimmissione nel sistema economico di una parte consistente delle risorse, lo stato deve inserirsi togliendo reddito ai consumatori.

“Inaspettatamente”: già, chi nella vita si sarebbe mai aspettato che l’Irlanda non ripartisse?

Secondo i neoclassici (identificati talvolta col termine monetaristi, come Friedman: quel tizio che ha quasi portato gli Stati Uniti alla bancarotta sotto Reagan) per quale motivo, esattamente, il rigore dovrebbe generare la ripresa? Come riparte il sistema? Da solo e senza soldi? Ci pensa Hermione Granger a tirarlo su?

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