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Stamattina è morto Carlo Petrini. Calciatore di categoria negli anni settanta, squalificato all’inizio del decennio successivo per lo scandalo del calcio scommesse (toh, i corsi e ricorsi storici…), nell’ultima dozzina di anni era assurto agli onori della cronaca per le sue numerose uscite pubbliche in cui raccontava quello che c’era dietro il mondo del calcio all’epoca in cui era professionista: truffe, doping, criminalità organizzata e compagnia cantante. Per questo motivo l’establishment italiano, calcistico e non solo, assieme ovviamente al sempre brillantissimo mondo dell’informazione, lo trattava con il disprezzo che si riserva agli “infami”, quelli che non mantengono l’omertà.

Petrini era malato da tempo: a parte un glaucoma che lo aveva reso quasi cieco, aveva tumori sparsi per il corpo. Lui stesso disse che nel 2005 i medici gli avevano dato tre mesi di vita, incolpando per le sue condizioni prima di tutto sé stesso e la sua giovanile illusione di onnipotenza, e poi il doping e gli esperimenti condotti dai medici sportivi, negli anni settanta, direttamente sui calciatori. Ha resistito fino ad oggi, 16 aprile 2012. Ho appreso la notizia grazie ad un utente di interistiorg, che ha postato un link al sito di Repubblica. Circa due ore dopo il principale quotidiano sportivo italiano – in mezzo ai tanti titoli che sviscerano voyeuristicamente la tragica scomparsa del povero Piermario Morosini, avvenuta in campo a Pescara sabato pomeriggio – propone, con un risalto pressoché nullo e senza ulteriori specificazioni, il seguente titolo: “È morto l’ex Roma Carlo Petrini”. Come se fosse venuto a mancare semplicemente un ex, e più o meno dimenticato, calciatore giallorosso. L’ex Roma: ci aveva collezionato 5 presenze…

L’articolo di Repubblica, invece, presenta una singolare caratteristica: alcuni passaggi riguardanti la biografia di Petrini sono curiosamente uguali, lettera per lettera, a quanto compare sulla pagina di Wikipedia a lui dedicata. Erano talmente abituati ad ignorarlo che non avevano nemmeno preparato il coccodrillo? Per uno che lanciava accuse al mondo del calcio e malato terminale dal 2005?

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