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Ieri sera sono andato all’Auditorium Parco della Musica a vedere l’esibizione solista di un’ottima pianista jazz giapponese, Chihiro Yamanaka. Mi soffermerò sul concerto, evetualmente, in un secondo momento: adesso preferisco concentrarmi su un concetto diverso.

Negli ultimi 5 mesi mi è capitato di recarmi a 5 concerti di musica pop e jazz: oltre a quello di ieri, a dicembre ho visto Zola Jesus al Circolo degli Artisti, a gennaio Hiromi all’Auditorium, a marzo Gretchen Parlato ancora all’Auditorium e le Darkness Falls di nuovo al Circolo.

In 4 di questi 5 concerti il pubblico è stato inferiore alle 400 unità; nel quinto, quello di Hiromi, saremo stati un migliaio, forse abbondante: si parla dunque di cifre molto lontane da quelle che caratterizzano concerti mainstream, di gruppi o artisti che mobilitano migliaia di persone e le portano nei palazzetti o negli stadi. Aggiungo che l’esibizione di Zola Jesus è stata preceduta da quella di un’interessante musicista neozelandese, Bachelorette, e che dopo il concerto delle Darkness Falls una delle due componenti della band è scesa in sala ad autografare il materiale discografico che veniva venduto. Ho pagato i biglietti di 4 di questi concerti meno di 15 euro: 10 per Zola Jesus e Darkness Falls, 13,50 (con riduzione del 10%) per Gretchen Parlato e Chihiro Yamanaka. Il quinto concerto, quello di Hiromi, mi è costato 16,20 (con riduzione del 10%).

Quindi circa 63 euro per 5 concerti. Due di musica cosiddetta “leggera”, in entrambi i casi indipendente e dai toni un po’ scuri, in una sala piccola con acustica passabile e solo posti in piedi, e tre di jazz, in due casi solistico, nel terzo a quartetto, in sale progettate specificamente per la musica e con soli posti a sedere. Facendo due conti approssimativi, l’incasso massimo di questi concerti è stato inferiore ai 20000 euro, cifra che è stata avvicinata solo da quello svoltosi nella sala Sinopoli dell’Auditorium, non esattamente una location priva di costi. Negli altri 4 casi, l’incasso è risultato compreso grosso modo tra i 1500 e i 5000 euro.

Io seguo i Garbage, noto gruppo new wave americano, sostanzialmente dal loro primo singolo del 1995, “Stupid girl”. Nella primavera del 1996 ho comprato il loro primo album e tuttora ascolto qualche volta la loro musica. Quest’estate i Garbage suoneranno dal vivo all’ippodromo di Capannelle, in quello che ora si chiama “Roma Rock Festival”. Solo posti in piedi, all’aperto, ma non in campo aperto, con una capienza possibile dell’ordine di alcune migliaia di persone. Prezzo del biglietto, 40,25 euro: per superare i 20000 euro, basteranno 500 presenti; per incassarne 5000, poco più di 100.

Quanto costano i concerti negli stadi di Bruce Springsteen, Madonna, U2, Ligabue e via processionando? È tutto magnificamente proporzionato?

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