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Premessa: Mario Balotelli è uno stronzo. D’altra parte, per essere decisivi a 18 anni come lo è stato lui, o sei uno stronzo o c’è qualcosa che non va. Il problema è che, come spesso succede in Italia, dare addosso a uno stronzo anche quando ha ragione non è il modo più intelligente per dimostrare le proprie tesi.

Per tutta la pur breve carriera Balotelli è stato vittima di atteggiamenti razzisti e di provocazioni. Ha sempre reagito a modo suo: ricordo una linguaccia contro la curva della Roma dopo un rigore segnato e un applauso ironico al Bentegodi contro chi lo aveva fischiato per 90 minuti. In entrambi i casi, ovviamente, l’establishment italico, con la memoria corta dopo quello che era successo qualche anno fa in seguito ad un’ignobile sceneggiata di Marc Zoro, ha dato la colpa a Mario: è un provocatore, è colpa del suo atteggiamento. Balotelli si è ritrovato sulla graticola persino dopo lo storico calcio in culo con la rincorsa da parte di un Totti in trance da frustrazione. Nell’occasione addirittura il capitano della Roma lo accusò di aver insultato un’intera popolazione, poi, incapace di formulare un pensiero strutturato di quelle proporzioni, disse che Balo gli aveva dato del nonno finito: sfugge l’insulto al popolo giallorosso (e sorvoliamo sulla versione di Mario).

Balotelli è dunque un personaggio con cui è facile, persino comodo, prendersela.

Come dicevo, però, non è da questo che si vede che è uno stronzo. E nemmeno dal suo sparire dal campo per lunghi tratti di partite: tanti campioni lo fanno e poi le risolvono. Quello che rende evidenti i problemi caratteriali di Balo sono la sua incapacità di gestire nervi e scatti d’umore e la sua perseveranza nell’affidarsi solo all’istinto, che di fatto lo rendono discontinuo, indisciplinato, arrogante ed inaffidabile.

Sara Errani viene invece da una storica finale al Roland Garros partendo da numero 21 del tabellone. Una ragazza di 25 anni piccolina e, nel tennis iper-atletico di oggi, poco potente, con un atteggiamento elegante ed educato. Una con la quale è molto difficile avercela. E tuttavia…

Dopo l’exploit di Parigi, Sara Errani è finita al centro dell’attenzione mediatica, ed è dovuta passare attraverso la selva di interviste di rito. Una di queste ha riguardato il calcio: non si capisce come mai gente che lotta per i traguardi più alti ed importanti delle proprie discipline dovrebbe interessarsi a quello che succede al calcio, ma tant’è. E qui Sara Errani è grossolanamente scivolata, toccando vette di ineleganza ed inopportunità davvero sorprendenti.

Invece di dichiarare il proprio eventuale tifo, al limite le simpatie, o di asserire che del carrozzone che aggiunge alla propria imbarazzante storia uno scandalo all’anno se ne frega, ha preferito togliersi qualche incomprensibile sassolino dalla scarpa: ha detto che odia l’Inter e Mario Balotelli, aggiungendo che ha sempre avuto in simpatia Milan e Juventus. Ora, prescindiamo da considerazioni ovvie sul fatto che un’atleta che sostiene di apprezzare le persone semplici e lo spirito di sacrificio non si capisce come possa guardare con simpatia a club che sono in epoca recente finiti sotto i riflettori per falsi in bilancio, doping, campionati truccati e scommesse, e prescindiamo anche dal fatto che due squadre che si sono divise gli scudetti per oltre un decennio possono suscitare simpatie congiunte – di fatto per via di alleanze basate su comuni metodi mafiosi – solo in Italia (qualcuno si immagina un Rafa Nadal asserire di simpatizzare per Real e Barcellona?); è necessario dichiarare così apertamente, dalla posizione in cui si trovava la Errani, il proprio incomprensibile odio? Ed è necessario sbandierare di detestare il giocatore più attaccato e meno sopportato dall’establishment?

Non ce l’ho con lei solo perché odia l’Inter, anche se piacerebbe sapere da dove le arriva la simpatia per Milan e Juventus, né ovviamente perché odia Mario Balotelli, che, da interista, sta tutto sommato poco simpatico anche a me. Ce l’ho con la Errani perché una dichiarazione del genere la qualifica come untuosa, vile e paracula.

Aggiungo che nella medesima intervista la Errani ha definito Federer un fighetto e Nadal uno che, avendo meno mezzi naturali (ad esempio è notoriamente grosso la metà di Federer, soprattutto per quel che riguarda braccia e spalle), merita più rispetto perché le sue vittorie sono dovute al duro lavoro.

Al Roland Garros ho sostenuto Maria Sharapova per fisica impossibilità di tifarle contro. Oggi ho un’altra ottima ragione per essere contento che abbia demolito Sara Errani in finale.

Grazie Masha!

E per finire, siccome sono un cialtrone…

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