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Uno gira su internet, visitando in particolare l’interessantissimo keynes blog, e trova roba come questa:

L’enorme problema greco…

Un problema ideologico che sta alla base della costituzione della BCE e della Moneta Unica, che di fatto si può sintetizzare come segue: la Germania ed il mondo della finanza preferiscono regnare sulle ceneri di un continente che rinunciare anche ad un solo centesimo dei loro privilegi o cedere anche solo di un millimetro sulle loro incrollabili convinzioni – sconfitte dalla storia oramai innumerevoli volte.

Da qui uno statuto della banca centrale europea che di fatto priva i singoli paesi della sovranità monetaria,senza affidarla a nessuno: la BCE ha come sola missione il controllo dell’inflazione; non è contemplato nessun tipo di politica monetaria. Da qui degli accordi atti a limitare la sovranità fiscale degli stati membri, senza affidarla a nessuno: c’è un’unione economica senza un’entità centrale atta a governarla.

Governare vuol dire anche assumersi la responsabilità di sollevare le sorti di un’area depressa o in difficoltà, previa assicurazione che l’area depressa elimini i fattori che l’hanno condotta ai problemi. L’Unione Europea chiede invece di eliminare le supposte fonti delle crisi – in alcuni casi indiscutibili, come corruzione e soldi pubblici buttati, in altri molto meno, come salari minimi troppo alti e deficit di bilancio elevato per combattere la contingenza negativa – senza che in cambio vengano attuate politiche di sviluppo. Un po’ come se una bolla speculativa aggredisse il Montana e il governo di Washington si limitasse a dire: “problemi vostri, arrangiatevi e non azzardatevi a chiederci soldi”.

Quindi, meglio far fallire il Montana che affrontare il rischio di un piccolo aumento dell’inflazione nel breve periodo. Con effetti nel medio periodo, tra l’altro, tutti da verificare. Perché l’inflazione erode quello che è il reddito reale delle persone – ossia quello che possono effettivamente comprare coi soldi che guadagnano, non l’ammontare nominale dei loro stipendi – ma la creazione fisica di milioni di indigenti in una zona periferica del proprio sistema economico, con effetti a catena difficili da prevedere nel dettaglio, non è evidentemente vissuto come un problema. Già che ci siamo: i salari minimi non ci sono in Italia, mentre ci sono in Francia, Gran Bretagna e Svezia. Quindi?

Ché poi la domanda è: se Washington reagisse davvero così, il Montana si sentirebbe ancora parte degli Stati Uniti? Dal punto di vista politico, cosa dovrebbe trattenerlo dal dichiarare la secessione? Un soggetto che ha solo obblighi e nessun diritto: non è la definizione di schiavo?

Ah, no, è vero: è la definizione di lavoratore secondo i monetaristi. Devo essermi confuso.

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