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Non si fa nemmeno in tempo a sostenere che, da quando c’è il governo Monti, per la prima volta dopo anni il dibattito politico è incentrato su aspetti economici e finanziari invece che su comunisti, giudici, complotti, gnocca e amenità varie, che Berlusconi rilascia una grottesca intervista al tedesco Bild, in cui sostiene:

1. Che il bunga-bunga non esiste, tantomeno le gare di burlesque, si tratta di una campagna di diffamazione dei magistrati di sinistra;

2. Che tutte le accuse si dissolveranno nel nulla, come in tutti gli oltre 50 processi contro di lui, per la cui difesa ha speso mezzo milione di euro;

3. Che la crisi è un fatto prevalentemente psicologico, il governo deve sprizzare ottimismo;

4. Che la sua entrata in politica del 1994 ha salvato l’Italia dai comunisti;

5. Che il fatto che oggi il bilancio sia sotto controllo (cosa della quale non si è accorto nessuno) è merito del suo governo;

6. Che lui è stato l’unico al mondo ad essere in buoni rapporti con Russia e Stati Uniti;

7. Che lui è ancora in ottimi rapporti con la Merkel, ottenendo a breve giro una risposta sprezzante ai limiti dello schifato;

8. Che lui si è dimesso per permettere a Monti, che avrebbe avuto una maggioranza bulgara in parlamento, di governare l’Italia;

9. Che in Italia il Presidente del Consiglio non ha poteri, lui ne aveva di più quando era solo un imprenditore;

10. Che il PdL ha finito la sua missione è ora di tornare a Forza Italia, come se il nucleo problema politico fosse il nome del partito;

11. Osservata la serie di reazioni polemiche e stizzite di fronte a quest’ultima sortita, ha rispolverato il suo vero ed imprescindibile cavallo di battaglia: è stato frainteso.

Nel frattempo, dall’altra parte delle Alpi, Hollande, in soli due mesi dall’insediamento all’Eliseo, ha cominciato a muoversi in modo talmente convincente che lo spread tra i titoli di stato decennali francesi e quelli tedeschi è sceso sotto quota 100, dopo aver sfiorato quota 200 nel novembre scorso ed essersi stabilizzato sui 150 in inverno. Il prossimo premio Nobel? No, un normale socialdemocratico con cultura keynesiana, sostenuto da una sinistra decente e dalla voglia di lavorare per i francesi invece che per sé stesso.

Tutte cose che i mercati capiscono.

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