Tag

, , , , , , , ,

Dopo un fine settimana in cui si è avuto a che fare con un tizio che si trascina dietro donne bellissime e si è partecipato ad un bruch domenicale luculliano con invitata una modella, e dopo due giorni a Bolzano con profusione di giovani turiste teutoniche scosciate, uno si accomoda in treno per il mesto ritorno a casa. A due posti di distanza si accomoda una ragazza bella da stare male. Ma roba che le modelle e le valchirie germaniche impallidiscono all’istante, uno si chiede se di belle donne ne ha viste davvero: statura media, capelli scuri, occhi espressivi, bellissime labbra, sorriso magnifico, fisico magro che rasenta la perfezione da sopra. Il mio vicino di posto è incuriosito dallo strano rumore: non si preoccupi, signore, mi si è solo disarticolata la mascella; grazie per l’interessamento.

Purtroppo la meraviglia piovuta nel vagone si accomoda di fronte ad un ragazzo alto ed atletico: inizio poco incoraggiante. Da bravo stalker in attesa di diploma, mi riesce difficile staccarle gli occhi di dosso ed osservo che, per un buon intervallo di tempo, i due non si considerano nemmeno. Un mio amico particolarmente pessimo mi ricorda via sms che, pur riconoscendo la problematicità della situazione, l’unica cosa peggiore di un 2 di picche è un 2 di picche con “paliatona”. Evito di domandare il significato del folcloristico termine, e continuo a registrare il fatto che la strana coppia non si fila manco di striscio: lui ascolta musica con discrete cuffie da dj, lei smanetta sullo smartphone, poi si mette a leggere; ogni tanto si scambiano due parole, ma non si toccano mai.

Quello che mi sorprende, in realtà, è l’autocontrollo dello spilungone.

Sto quasi decidendomi, contro qualunque norma di prudenza, a fare qualcosa che possa attirare l’attenzione della visione celestiale (in magliettina aderente e leggins che lasciano ben poco all’immaginazione: diciamocelo, di celestiale aveva pochino), quando detta visione solleva lo sguardo dal libro, si sporge verso l’armadio e gli rifila uno sguardo che mi sono vergognato di aver anche vagamente intercettato. Una via di mezzo tra la venerazione e il “saltami addosso ora!”.

La reazione del tizio è incredibile: il vuoto pneumatico. Fossi stato al suo posto sarei morto all’istante per liquefazione. Dal che le seguenti alternative:

1. Il tizio è gay;

2. Il tizio è scemo (il non accorgersi di niente ed il non essere interessato rientrano in questa categoria);

3. Il tizio ci è abituato.

In qualunque caso, il problema non è come reagisce lui, ma quello che fa lei. Quindi mi rimetto gli auricolari, riprendo ad ascoltare gli Huski (no, non è un errore, sì, il nome della band è simile a quello della razza di cani e no, il nome non è una velata metafora della loro perizia) e, ancorché perplesso, mi rilasso per il resto del viaggio.

Sì signore, va ancora tutto bene: stavolta erano le mie braccia che crollavano; ma grazie di nuovo per avermelo chiesto. 

Annunci