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Uno dei motivi per cui il Belgio è noto nel mondo è la birra: tra monaci trappisti, abbazie e birrifici artigianali, produce un’offerta di dimensioni e varietà che possono davvero lasciare esterrefatti, soprattutto in considerazione delle scarse dimensioni e della ristretta variabilità morfologica del suo territorio.

In Belgio la birra rappresenta quello che il vino rappresenta in paesi come l’Italia e la Francia: una bevanda da degustazione, con a sostegno profondi e complessi aspetti culturali. Una ale (birra ad alta fermentazione, che tendenzialmente ha un tasso alcolico più elevato rispetto alle lager, birre a bassa fermentazione) belga è di solito caratterizzata da impressionanti complessità e varietà di gusti, retrogusti ed aromi, che non hanno niente a che vedere, ad esempio, con le birre tedesche, al punto che difficilmente chi la assaggia riesce a scinderli completamente – e non si vede nemmeno questa gran necessità di farlo, dopotutto quello che conta è il risultato finale.

Le birre belghe sono inoltre caratterizzate da un contenuto alcolico importante: è difficile trovarne con meno del 6% di alcool, mentre moltissime hanno percentuali alcoliche superiori all’8%. Con gradazioni di questo tipo, è difficile che una persona beva più di una o due birre durante una serata al pub. Oltretutto, la misura standard della birra belga è solitamente quella della bottiglia, 0,33 lt, oppure quella dei boccali europei, 0,4 lt.

In Scozia, invece, la bevanda culturalmente orientata alla degustazione è il whisky, mentre la birra viene vissuta più come una bevanda di largo consumo. Pur essendoci una varietà di offerta notevole, rispondente alla necessità di accontentare una popolazione dai gusti precisi e variegati, non confluiscono nella produzione della birra aspetti culturali particolarmente elevati, il che si traduce in bevande complessivamente meno strutturate e più immediate. Si tratta dopotutto di qualcosa di larghissimo consumo: la misura standard è il mezzo litro, quando non il boccale da 0,56 lt, ed in una serata al pub se ne bevono mediamente 2 o 3. Di conseguenza, le percentuali alcoliche sono molto più basse, ed anche il concetto stesso di birra forte ha un significato molto diverso.

Mi sono trovato ad interagire con i camerieri dei pub scozzesi, con il preciso intento di scoprire ale locali nuove ed interessanti. C’è preliminarmente da dire che in Scozia il termine “birra” identifica le ale, altrimenti si usa direttamente lager. Dopo aver identificato, tramite piccoli assaggi gratuiti gentilmente offerti dal tizio, la birra più confacente ai miei gusti proposta dal pub in cui mi trovavo, venivo a scoprire che era anche quella con la percentuale alcolica più elevata. Di solito la scena si concludeva così:

“Devo avvertirti: è piuttosto forte. Ha il 5% di alcool”, al che a me veniva da sorridere.

“Di solito bevo birre belghe”.

“Ah, ok, allora nessun problema”.

Dopodiché me ne tornavo al tavolo con la mia birra fortissima.

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