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Ieri Angela Merkel ha tenuto a sottolineare, con tono aspro, che quei cattivoni degli operatori di mercato non perseguono il benessere sociale e non lavorano per il bene del popolo, ma pensano solo ad arricchire una piccola minoranza di persone – gli operatori stessi. E’ confortante sapere che la persona politicamente più influente di un sistema in crisi, l’Unione Europea, una crisi che sta ampliando le diseguaglianze tra le persone ed erodendo le politiche sociali a favore delle fasce meno abbienti, abbia fatto cotante scoperta.

Adesso prevede anche di farci qualcosa, o ritiene che averli bollati con la qualifica infamante di birichini sarà sufficiente a ricondurre banchieri, speculatori, squali e compagnia cantante a vedere la luce e ad adottare più miti consigli? Ma, poi, come definire i propositi di quegli oscuri soggetti che, ad un paese in ginocchio col 25% di disoccupazione, chiedono austerità e politiche di rigore? Focalizzati sull’abbattimento delle ineguaglianze economiche?

Carlo Maria Cipolla sosteneva che gli stupidi sono una percentuale fissa della popolazione che si ritrova in qualunque collettivo – dagli spazzini ai premi Nobel. Vedo che anche i buffoni non scherzano.

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