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Nei giorni scorsi, grandissima e giustissima indignazione nei confronti di Antonio Piazza, politico del PdL ed ex presidente dell’ALER di Lecco, perché, multato per aver parcheggiato la sua Jaguar in un parcheggio per disabili, aveva sfogato la sua ira bucando le gomme dell’auto del portatore di handicap che lo aveva denunciato.

In questi giorni il governo Monti ha pensato bene di trovare un nuovo sistema per aumentare i gettiti nelle casse di uno stato che oramai deve soltanto passare all’uso del passamontagna per certificare il latrocinio ai danni dei contribuenti – quelli che contribuiscono, però, non quelli che dicono di farlo. No, non sto parlando dell’assurdità di ridurre le detrazioni, cosa di per sé comunque grottesca: in un paese completamente privo di senso civico ed in cui le persone vedono tutti i giorni come vengono utilizzati i soldi delle tasse, l’unico modo per convincere il cittadino a non evadere l’IVA e chiedere le ricevute è renderlo economicamente vantaggioso. In altre parole, richiedere la ricevuta all’azienda che mi fa dei lavori in casa deve permettermi di avere un vantaggio economico superiore allo sconto che detta azienda mi farebbe in caso di pagamento “tra amici”. Si noti anche che se l’azienda non mi fa la fattura, io evado l’IVA, ma l’azienda non mette a bilancio quello che incassa, il che comporta il non pagarci l’IRPEF, con grandi vantaggi per tutti.

Quello di cui parlo, però, è l’intervento sulla legge 104/92. Per chi non sia pratico della faccenda, la storia funziona così: i parenti più stretti di una persona con gravi problemi di invalidità possono usufruire di alcuni permessi speciali di assenza dal lavoro per assisterla. O almeno potevano: grazie al governo tecnico che non sa governare, i permessi speciali adesso costano. Più precisamente, ll giorno di permesso rimane completamente privo di conseguenze solo se a sfruttarlo è il disabile stesso: per i familiari comporta che lo stipendio della giornata sarà ridotto del 50%. Il tutto nell’assordante silenzio dei mediaservi in indignazione permanente quando si tratta di fare a fette il capro espiatorio della settimana.

In pratica, Antonio Piazza è stato sbattuto su tutti i giornali per un accesso d’ira nei confronti di un singolo portatore di handicap: un fatto di cronaca grave ma stupido, e soprattutto personale, che si è concluso in una figura di melma epocale e che potrebbe avere uno strascico in tribunale per danneggiamenti; il PdL, che annovera tra le sue fila gente con scandali e reati penali alle spalle di dimensioni incomparabilmente superiori (per tacere della situazione penale del suo presidente), ne ha chiesto l’uscita dal partito. Nel frattempo Mario Monti, come presidente del Consiglio, vara una norma che permette allo stato di lucrare sulla pelle di migliaia di portatori di handicap, complicando la vita a loro ed ai loro familiari, tra squilli di tromba ed applausi; il tutto mentre lo stesso PdL pensa di candidarlo alle prossime politiche per ricompattare i moderati.

Ma moderati cosa?

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