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Adesso, Silvio Berlusconi ha deciso che lo spread è una cosa di cui non vale la pena di preoccuparsi. Credo che, parafrasando un coro nato tra i tifosi laziali per sottolineare la scarsa invidia nei confronti dell’Inter per il fatto di avere in squadra Ronaldo dopo aver ingaggiato Marcelo Salas detto “El Matador”, il concetto sia più o meno “che ce frega dello spread noi c’avemo El Shaarawy”. O magari la Gelmini col suo tunnel.

Il bello è che, tecnicamente, l’ex premier pluriprescritto e condannato in primo grado non dice una cosa del tutto sbagliata: infatti è vero che il differenziale del rendimento tra i titoli italiani e quelli tedeschi dipende per lo più da movimenti speculativi che non da aspettative razionali e da vere previsioni sull’andamento dell’economia reale – che comunque in Italia va uno schifo; è anche vero che Monti non ha fatto niente per la crescita economica, si è limitato ad intervenire con misure di austerità nella grottesca convinzione, incrollabile nei modelli monetaristi (quelli che se un singolo operatore si comporta in maniera anche leggermente diversa da come viene ipotizzato se ne vanno tutti bellamente a donne di facili costumi) che la riduzione della spesa pubblica stimola consumi (quali, se ne riduci una voce?) ed investimenti (perché?): e non è nemmeno falso  che le dimissioni anticipate di Monti di fatto anticipano le elezioni di un mesetto, tra l’altro con in mezzo le vacanze di Natale, durante il quale il PdL s è comunque impegnato a votare la manovra finanziaria, quindi, da sole, non stravolgono davvero il futuro italiano a medio termine.

E allora perché la borsa crolla e lo spread sale? Berlusconi afferma che è tutto finto, che si tratta solo di manovre speculative, e che comunque non è un problema di cui vale la pena preoccuparsi troppo. Deve sostenerlo, perché l’alternativa, il motivo vero, non può ammetterlo.

Propongo una lettura del tutto originale della faccenda: non sarà, infatti, che alla fine della fiera ha semplicemente ragione Luciana Littizzetto? Non sarà che anche i mercati internazionali, assieme a lei, a me e a buona parte della popolazione italiana, si sono semplicemente rotti il cazzo?

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