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Monti adesso ha deciso che Berusconi, con le sue promesse elettorali, compra i voti degli italiani usando i loro soldi. Cominciamo da una considerazione: chiunque compra voti, altrimenti la campagna elettorale non si farebbe. Lui per primo, che dice che è il momento di abbassare le tasse, ma non spiega come e soprattutto lo dice dopo averle alzate a dismisura durante un periodo di crisi, non sta comprando voti?

Già che ci siamo, ricordo che, se nessuno interviene, a luglio aumenta l’IVA, che prima o poi raggiungerà il 50% del prezzo di vendita dei prodotti: ma Monti lo sa che l’IVA e le tasse in generale drogano il mercato? Lo sa che se io azienda produco in un paese con un prelievo fiscale alto poi non posso competere sul mercato internazionale perché ho costi troppo alti? Lo sa che se io distributore devo pagare l’IVA più alta vengo surclassato da chi ha la sede in qualche paradiso fiscale e può praticare prezzi più bassi? Lo sa che tutto questo fa parte della concorrenza, o nei suoi patinatissimi modellini di equilibrio generale sono la solita esternalità che non sposta una virgola?

Il problema di Berlusconi, invece, non è che compri voti, ma come li compra. Promettendo soldi facili senza alcun ritegno e senza nessun obbligo di spiegare da dove prevede di prenderli: 4 milioni di posti di lavoro, restituzione dell’IMU, riduzione delle tasse, senza essere tenuto a spiegare da dove i fondi per la copertura intenda tirarli fuori (grazie Giovanni Floris!), mentre ad altri, vedi Ingroia, fanno le pulci anche sui centesimi. E poi li compra coccolando l’istinto ancestrale degli italiani a dare la colpa agli altri: la crisi è colpa della finanza, l’austerità è colpa della Germania, lo spread è colpa dell’euro, l’IMU è colpa di Monti e gli sprechi e le inefficienze dello stato sono colpa degli altri governi o delle persone che non hanno fatto esattamente quello che voleva lui quando era al governo. Lui non è mai, mai, mai responsabile di niente.

Negli ultimi giorni è stato come il 4 luglio nel midwest: fuochi artificiali a ritmo serrato. Prima volgarità assortite nei confronti di una donna, che lo qualificano come uomo di principi molto coerenti (nel senso che ha in mente sempre e solo quella cosa); poi volgarità assortite in risposta a Monti ed alla sua accusa ridicola nella forma, ma giusta nella sostanza; infine elegantissimo show da teatro d’avanguardia, contro il festival di Sanremo, mi riesce difficile immaginare una manifestazione più conservatrice, ma per lui è come la festa dell’Unità (certo, vuoi mettere la par condicio imposta da Vespa?), poi contro l’ossessione per il differenziale di rendimento tra titoli di stato tedeschi ed italiani, al grido di “che ce frega dello spread noi c’avemo Balotelli”. Ai mercati secondo Berlusconi non importa chi governa un paese: in effetti, la presenza di un premier competente non ha nessuna influenza sulla percezione del rischio di default. Tanto gli interessi in eccesso poi li paga lui: è sempre facile fare il frocio col culo degli altri.

Ha anche detto che l’allenatore del Milan non capisce niente, e che i rossoneri dovranno aggredire il Barcellona per non farlo giocare. Io mi auguro che Allegri faccia esattamente così: gli analfabeti creati dalla riforma Gelmini non potranno contare il passivo perché supererà il numero di dita disponibili.

Già che parliamo di Balotelli: 3 gol in 2 partite, tutti sul carro del negretto di famiglia (cit. vergognosa). Certo, due su rigore, uno generoso e uno inesistente, senza i quali i gol sarebbero stati uno in due incontri, esattamente come i punti collezionati dal Milan, ma questi sono tecnicismi, e comunque alla fine gli errori si compensano, “due o tve sviste avbitvali” (cit. ridicola). Inoltre, ieri il nostro, in maglia rossonera, ha zittito i tifosi del Cagliari dopo aver segnato un rigore. Nel 2009, in nerazzurro, fece lo stesso con quelli della Roma. Solo che allora meritava il daspo, ora è un paladino delle libertà civili.

Quando questioni di principio che dovrebbero non far parte del dibattito, ma precedere irrinunciabilmente qualunque discorso sensato diventano oggetto di prostituzione a seconda che facciano o meno comodo al capo, siamo veramente arrivati al punto in cui è difficile anche continuare a scavare.

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