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Qualche giorno fa Mario Monti ha deciso che lui è contrario ad un governo PD-M5S, ma è aperto ad un esecutivo che riunisca tutti i riformisti. Cominciando dall’ovvio, io vorrei capire quali sarebbero tutti i riformisti. Al Senato, rebus sic stantibus, escludere il M5S significa dover coinvolgere tutte le altre coalizioni (e in realtà Monti non è nemmeno necessario): PDL-Lega, la sua e PD-SEL, possibilmente facendo fuori SEL e Lega – che d’altra parte sarebbero i primi a chiudersi in bagno a vomitare di fronte ad un’ipotesi del genere. Si chiama inciucio (infatti si è speso in suo favore anche D’Alema), e la domanda è: chi dovrebbe guidarlo un governo del genere? Visto chi lo ha proposto, non c’è bisogno di perdere troppo tempo a pensare alla risposta.

Un secondo aspetto ovvio è che il termine riformista identifica qualcuno che vuole cambiare l’Italia, senza specificare come. Una cosa che vorrebbero fare tutti, a partire dai seguaci di Beppe Grillo, che infatti vogliono uscire dall’Euro. Ora, Berlusconi non sa più cos’altro inventarsi per dire che la crisi è colpa dell’Europa e che il suo aggravamento è colpa del governo Monti, mentre il PDL, che secondo il Professore dovrebbe scaricare il suo signore e padrone, va ad occupare militarmente un tribunale che ha osato opinare che una congiuntivite non è un impedimento che consenta di chiedere un rinvio indeterminato di un processo. Attendiamo di capire su quali argomenti un gruppo parlamentare del genere dovrebbe dialogare con il “riformista” Monti. Un governo di tutti i “riformisti”, oltretutto, è come un’associazione di ultras di calciofili: alla prima partita, ci si ammazza di botte per tifare squadre diverse. Ma ho come la sensazione che Monti, da personcina umile e modesta, per “riformista” intenda chi appoggerebbe le riforme che vuole fare lui (che ha 10% dei consensi). Ma tanto oramai l’italiano è un optional.

Continuando con l’ovvio, non si capisce a che titolo il Senatore a vita che, da capo del governo con maggioranza bipartisan in parlamento, ha fatto una delle peggiori figure di merda elettorali della storia repubblicana, dovrebbe osteggiare un’alleanza tra due coalizioni che non lo coinvolgono. Capisco che tutte le dichiarazioni d’amore di Bersani in campagna elettorale possano averlo convinto di far parte di una coppia di fatto ormai consolidata, ma sfortunatamente le unioni di fatto in Italia non sono regolarizzate, e di fronte al magnifico naufragio congiunto ognuno dei due compagni di letto si ritrova a doversi occupare dei propri fastidiosissimi cazzi, e dal punto di vista del PD è meglio provare un matrimonio d’interesse col quale si arriva a qualcosa che un’unione sentimentale che non basta neanche a pagarsi una cena.

Quindi, di preciso, Monti che vuole? La risposta, squallida, è semplicemente essere tenuto nella considerazione che lui, e lui solo, ritiene di meritare (in realtà ha almeno un compagno di merende in questo specifico aspetto, ed è il tizio che lo ha nominato prima Senatore a vita, poi premier). Allo stato dei fatti, è semplicemente l’amante abbandonata per manifesta inettitudine. Qualche orgasmo (e nemmeno un granché), qualche fumoso progetto di vita in comune, poi di fronte ai problemi pratici tutto crolla. Capisco che per uno che è convinto di essere l’inedita divinità greca dell’economia sia un duro colpo, ma visto il cul-de-sac in cui si è cacciato da solo (anche a dispetto dei consigli disinteressatissimi di chi lo aveva promosso Dio, citofonare Napolitano per referenze) il Professore può tranquillamente attaccarsi al tubo del gas e aspettare fiducioso una telefonata.

Nel frattempo, tuttavia, il Nostro si è anche detto disponibile ad accettare, sempre nell’ottica di fare il bene del paese, un incarico scomodo ed anonimo come la Presidenza del Senato. Un uomo alla disperata ricerca di una cadrega che ritenga adeguata al suo lignaggioquella di Senatore a vita evidentemente è robetta da dilettanti. Che tristezza!

Passando ad aspetti meno ovvi… Non ce ne sono. È tutto di una mestissima evidenza. Attendiamo con ansiosa trepidazione che qualcuno se ne accorga

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