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Un buon augurio sarebbe quello di passare una buona liberazione – nel senso di liberarsi di chi ci opprime adesso. Siccome la vedo difficile, a maggior ragione dopo l’ennesima risurrezione del peggiore di tutti a merito di quelli che hanno come unica leva il fatto di essere meno peggio di lui, dobbiamo limitarci a celebrare la ricorrenza di quando l’Italia fu liberata da chi la opprimeva 70 anni fa.

Ché poi stavo facendo una riflessione. C’è una crisi economica contro la quale qualunque intervento sembra impotente se non controproducente. La Germania si è autoproclamata sovrana d’Europa e costringe più o meno chiunque a sottostare ai suoi dettami. L’Italia fa quello che dicono i tedeschi senza discutere, mentre ventilare che bisognerebbe ribellarsi oramai rasenta l’eversione. La Francia, pur da una posizione formalmente non conrapposta a Berlino, balbetta e bofonchia contro l’arroganza tedesca, suscitando talvolta reazioni stizzite. La Spagna ha a che fare con enormi problemi interni e con l’ingerenza della Germania. L’Inghilterra se ne sta per i cavoli suoi e ogni tanto pensa di fare ulteriori passi verso l’isolamento. Gli Stati Uniti sono concentrati su sé stessi, combattono con i loro problemi, e quando si affacciano verso l’esterno accennano che le cose in Europa potrebbero essere gestite diversamente.

Qualcuno mi spiega, esattamente, quali sono le differenze sostanziali tra la situazione politica odierna e quella del 1938?

Ah, eccone una: non c’è l’Unione Sovietica. Una differenza sostanziale, ma mi pare che in 75 anni sia un po’ pochino. In compenso lo spettro rosso che finirà per fagocitare tutto è la Cina. E poi ce n’è un’altra: non c’è John Maynard Keynes a teorizzare un diverso sistema economico. Avvilente.

Sottolineo anche, giusto perché ancora non sono abbastanza depresso, che il 25 aprile non è come il 4 luglio in America o il 14 luglio in Francia: non è una festa che celebra la propria autodeterminazione, il proprio popolo che ha raggiunto autonomamente la libertà. Al contrario, ricorda il fatto che qualcun altro ci ha liberati. Che dire? Attendiamo fiduciosi?

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