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PrintTi seguo da 12 anni come cantante dei Ladytron: ho comprato “604” nel giugno 2001 dopo aver sentito “Playgirl”. Ho più o meno la vostra intera discografia, intesa come i 5 album (due in 33 giri), tutti comprati a pochi giorni dalla pubblicazione, e l’EP: sono anni che oramai mi fido di voi. Una volta vi ho visti dal vivo: era l’ottobre del 2008, al Circolo degli Artisti di Roma. Il pubblico maschile tendeva ad assembrarsi davanti alla postazione di Mira, non ho mai capito come facciano a preferirtela, quindi ho trovato più facilmente posto a qualche metro dal tuo microfono. Mi hanno piacevolmente sorpreso la tua calma ed il tuo aplomb.

Portavate in tournée “Velocifero”: che capolavoro! È stato un gran bel concerto. Qualche problema coi volumi a fine concerto, qualche difficoltà per il pienone, ma ci siamo abituati. Anzi, mettere i biglietti a 13 euro avendo già fatto in precedenza il tutto esaurito in prevendita nello stesso posto per la stessa cifra, già vi qualifica per quello che siete: seri. Da quel tour avete anche estratto un cd (perché senza “Deep blue”, però?), tanto per far vedere che farete anche musica elettronica, ma sapete suonare e dal vivo siete davvero in gamba – d’altra parte, ci sarà pure un motivo se su youtube si trova un gran numero di estratti dai vostri concerti. Un signor live, davvero.

Mi è dispiaciuto che dopo il nuovo album non siate tornati a Roma, ci tenevo, e ci tengo tuttora, a vedervi di nuovo, a vederti di nuovo. Tra l’altro, “Gravity the seducer”, bellissimo, bellissimo il tuo cantato immerso in atmosfere eteree ed eleganti, è stato il primo vinile da 180 grammi che ho comprato – perché era autografato, e la tua firma merita di stare su una copertina cartonata di 30 centimetri, non su un foglietto di 10.

Considera che mi è anche dispiaciuto quando ho letto che ti sei sposata!

Oggi, 11 giugno 2013, è uscito il tuo primo disco a firma unica, “Crystal world”: realizzato in Islanda, se la terra e l’ambiente sono fonti di ispirazione, l’inizio è molto promettente. 10 brani, 47 minuti, nei tuoi desideri un album di pop elettronico con una vocalità diretta e pura. Quindi, benvenuta nel mondo della musica solista! Ancora non ho ascoltato niente, ma c’è qualcosa che mi spinge a credere che sarà un successo – magari non commerciale perché la gente non capisce niente di musica e non ha voglia di andare a cercarsi le cose, si accontenta. No, non è il fatto che te l’ha prodotto Daniel Hunt, il che lo rende un disco di metà dei Laytron. No, c’è qualcosa di molto più decisivo: il fatto che è tuo.

Come dici? Così sembro un po’ ruffiano? Può darsi, ma che ci devo fare?

Ciao Helen Marnie! E in bocca al lupo!

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