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Intendiamoci: non voglio fare polemica sulla magrezza delle modelle, sul fatto che siano un riferimento sbagliato, che non comunichino salute o che l’esposizione di corpi magrissimi sia tra le cause di disturbi psicologici ed alimentari nelle adolescenti, problemi a mio avviso sopravvalutati e come al solito affrontati col tipico approccio sbagliato di chi vuol solo far vedere che se ne occupa. Tra l’altro a me piacciono le donne magre, ho sempre considerato donne come Kate Moss, Mélanie Laurent, Hye-Jeon Kang, Zhang Ziyi, Kate Hudson, Maria Sharapova bellissime ed/od oscenamente attraenti (al pari di Jennifer Ellison, Léa Seydoux – cavolo, Léa Seydoux! – e Zooey Deschanel, comunque), quindi suonerebbe un po’ ipocrita.

Quello che voglio dire è che scartare, come ha fatto Dior con Jourdan Dunn, una modella alta un metro e settantotto centimetri, perché il suo seno, la cui circonferenza è di ben 89 centimetri, è troppo grosso, non è sbagliato in termini assoluti né relativi: è solo orribilmente, oltraggiosamente e maestosamente ridicolo. Ma i vestiti di Dior chi dovrebbe indossarli?

Poi, due parole su questi cosiddetti geni della moda: son capaci tutti a far sembrare alte, slanciate ed eleganti donne di un metro e ottanta senza tette, senza sedere e con la vita sottile; facile fare un gioco di trasparenze con un vestito che svolazza sul corpo di una donna magra con poco seno; banalissimo far sembrare chilometriche gambe dritte, asciutte e lunghe.

Proviamo a far indossare i vestiti che vengono presentati in passerella a due tizie che in termini tecnici posso definire come due gnocche stratosferiche, Scarlett Johansson e Ludivine Sagnier: altezza, rispettivamente, metri 1,63 e 1,60, seno prosperoso, fianchi proporzionati, gambe armoniose ma certo non lunghe e slanciate. Due con cui approfondire il concetto di weekend romantico non significherebbe portarle a Venezia, perché della splendida città si vedrebbe poco e si apprezzerebbe ancora meno in quanto tra San Marco e la Sagnier senza vestiti e con occhio liquido non c’è possibilità di paragone.

Un nude look con quelle tette: le devi mandare sulla Colombo? Uno svolazzamento sul busto: le vuoi far sembrare un autobus? Un top che scende dal petto senza disegnare la vita: serve per quando sono incinte? Vita bassa e pantaloni ariosi: vuoi far sembrare il sedere un copertone per camion? Ballerine ai piedi: e con le gambe cosa ci facciamo?

Però noi che siamo evoluti cacciamo via una modella con circonferenza petto 89 centimetri. Ma fatemi il piacere.

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