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Grande sfoggio di indignazione un tanto al chilo per l’uscita, oggettivamente poco simpatica ma non per le ragioni che si sentono in giro, del giornalista BBC John Inverdale, a seguito della vittoria di Marion Bartoli al torneo di Wimbledon. Sostiene Inverdale:

Mi chiedo se il padre della Bartoli, la persona più importante della sua vita, le abbia mai detto, quando era piccola: non diventerai una bellezza, non sarai mai una Sharapova… Per avere successo non ti resta che diventare la combattente più dura e determinata sul campo”.

Polemiche, sdegno, disprezzo, accuse di sessismo, e alla fine il giornalista è stato costretto a scusarsi. Intendiamoci, la frase poteva risparmiarsela. Ma era davvero necessario tutto questo circo?

Tra l’altro, Inverdale si è scusato con la Bartoli, da lui apostrofata semplicemente come brutta, mentre a quel che leggo la persona più insultata dalla sua dichiarazione è proprio Maria Sharapova – che è una combattente ancora più dura e determinata della francese, visto che, quasi tre anni più giovane, dopo un’operazione alla spalla ha completato, a 25 anni, il career grand slam a colpi di lavoro, aggressività e testa dura, essendo tecnicamente e tatticamente inferiore alle migliori al mondo. Però della Sharapova, siccome è bella, si possono mettere in discussione le doti tecniche, mentali e caratteriali.

Ma poi, andando al sodo: qualcuno si è mai dovuto scusare per aver attirato l’attenzione, prima durante o dopo una partita di calcio del Bayern Monaco o della nazionale francese, sulle cicatrici di Franck Ribery?

Ah, ecco.

Riassumendo: di uno bravo si può dire che è brutto; uno bello e bravo (vedi Rafael Nadal, Cristiano Ronaldo) può sfruttare il corpo a fini commerciali senza svilirsi né essere svilito, una bella e brava no, infatti la Sharapova le pubblicità le fa vestita; è lecito conoscere quello bravo e bello e non sapere che faccia abbia il suo rivale bravo ma brutto (vedi Novak Djokovic, che è stato anche ospite in prima serata da Fiorello); di una bella si può dire che è scarsa anche se è la numero 2 del mondo; è tendenzialmente sessista tifare per una bella perché è bella; di una brava non si può dire che è brutta. Come si chiama tutto questo?

No, non “effetti collaterali dell’uso di allucinogeni”. Si chiama “politicamente corretto”.

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