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Quando si organizzano certi eventi bisognerebbe assicurarsi di avere le risorse per farlo. Non parlo della povera villa Ada, che tutto sommato ne è uscita bene, quanto di chi ha pensato di mandare lì ad esibirsi uno dei gruppi più conosciuti e con il pubblico tra i più fedeli del panorama italiano, dopo il terzo posto di Sanremo e l’esibizione al concerto del primo maggio.

Un’ora prima dell’inizio del concerto, praticamente, per la macchina c’era posto a Tor Di Quinto, tra l’altro difficile da raggiungere per via del numero di auto e motorini che si muovevano oltre l’ingresso della zona del laghetto per cercare un buco e di pedoni che tornavano indietro dopo averlo trovato. Poi dentro non si stava male. Al di là del livello increscioso di umidità, che però dipende dal fatto di essere, appunto, sul laghetto, era stata fatta entrare una quantità di gente ragionevole e, a una trentina di metri dal palco, si respirava, non si stava stretti e la musica si sentiva bene, molto bene.

Elio E Le Storie Tese sono in forma. Dopo una partecipazione sanremese, tra Rocco Siffredi, strumenti bonsai e grasso posticcio come al solito su un pianeta diverso rispetto a tutto quello che ruotava loro intorno, con un brano geniale, una vera e propria lezione di teoria musicale (in un paese in cui l’analfabetismo in materia è la norma) in prima serata, ed un’esibizione al concertone di San Giovanni incentrata su un pezzo (magnifico) che sfotteva tutto quello che aveva attorno, hanno pubblicato un album con dei momenti di vero genio (“Lampo”, sulla mania di scattare foto alla qualunque col cellulare, “Il tutor di Nerone”, sulla Milano che pippa, “Luigi pugilista”, sulla strana carriera di un boxeur). Ed ora eccoli in tournée. Senza Rocco Tanica, rimasto a Milano per ragioni non chiarite, e sostituito da Carmelo, geniale collaboratore di lungo corso da dietro le quinte.

Concerto di livello: grande musica, scherzi, cazzeggi, Mangoni con lo storico costume da Supergiovane, travestito da Elvis e impegnato nella nuova disciplina del burlesque maschile (oddio!); 7 brani da “L’album biango” e una decina di classici, da “Servi della gleba” a “Parco Sempione”, passando per “T.V.U.M.D.B.”, “Discomusic” e il finale con “Tapparella” e la sua chiusura in stile progressive, tutto va davvero alla grande. Ottima musica, con momenti di vera esaltazione, suono pulito, amplificazioni perfette, gente che canta, balla e soprattutto partecipa e si diverte. Il tutto a 18 euro, davvero ben spesi.

Però, però.

C’è differenza tra un musicista, per quanto grande, ed un artista. Io su quel palco un mese e mezzo fa ci ho visto le CocoRosie. Ieri sera mi sono divertito, ho passato una bellissima serata e ci tornerei immediatamente. Ma con le CocoRosie è stata un’esperienza diversa, umana, profonda ed intima, una serata che mi ha scosso, turbato in modo totale. Quelli di Elio E Le Storie Tese sono grandi spettacoli musicali, le CocoRosie (e, per citarne altri che ho visto di recente, Cat Power o Jo Hamilton) fanno un’altra cosa: comunicazione, espressione, persone che si squarciano, si mettono a nudo e ti dicono cosa vedono, momenti che ti costringono a guardarti dentro in un modo quasi doloroso e a sentire un’empatia, una vicinanza con chi sta sul palco e con chi condivide l’esperienza che è piena, assoluta.

Si potrebbe opinare che la differenza sia nei testi, ma non è così: è l’atmosfera, il clima, cose che decide chi sta sul palco. Non conosco così bene tutti i pezzi delle CocoRosie, e non conoscevo quasi nulla di Jo Hamilton ad ottobre scorso, ma quello che dicono, che comunicano, è chiaro, limpido, forte e travolgente, e arriva dritto dove deve arrivare. Lo si sente nel petto, nello stomaco, in testa e nelle gambe.

Elio, Faso, Carmelo, Christian Meier, Cesareo suonano, si divertono e coinvolgono. Bianca e Sierra Casady anche prima di suonare fanno altro: passano con una schiacciasassi e devastano tutto quello che trovano, svuotano, prosciugano e riempiono di nuovo, per qualche ora si è davvero delle persone diverse. Una bella serata contro qualcosa di abbagliante, unico, indimenticabile e spossante.

Elio E Le Storie Tese ottimi, ma CocoRosie tutta la vita!

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