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Appena rientrato da un paio di settimane in Francia, tra Provenza, Linguadoca e Tarn, qualche considerazione quasi a caldo.

1. Che bello trovarsi in una nazione civile, in cui quando apri un giornale o guardi un notiziario si parla di quello che succede nel mondo e della popolazione locale, invece che dei problemi di un miliardario pregiudicato per frode fiscale che condiziona l’intera vita pubblica del paese!

2. E che brutto dover tornare indietro!

3. In Provenza, italiani ovunque: ma non era che la Francia non vale l’Italia e i francesi sono arroganti, insolenti e indisponenti?

4. A questo proposito, tra i miei conoscenti fioccano aneddoti di transalpini che fingono di non capire il loro francese e che non vogliono si parli loro in inglese. Il mio francese è non più che medio, con qualche sfondone evidente: mai una correzione, mai un’incomprensione; nel momento in cui c’era la sensazione che non ci si capisse, l’indigeno di turno, incluse le addette ad un’abbazia dispersa nel nulla con 4 visitatori alla volta e la gestrice di un ristorante da 18 coperti in una città con pochissimi turisti, passa all’inglese o addirittura allo spagnolo, scusandosi di non sapersi esprimere in italiano. Arroganti, insolenti e indisponenti?

5. In quale ristorante italiano una cosa del genere sarebbe possibile? In quale albergo? In quale museo o area archeologica?

6. In qualunque città di medie dimensioni e con attrattive turistiche, nel centro si trovano almeno un paio di uffici del turismo che distribuiscono gratuitamente dépliant, guide e mappe, ed i cui addetti sono disponibilissimi a consigliare, indicare itinerari, risolvere problemi, il tutto in almeno tre lingue. Sempre arroganti, insolenti e indisponenti?

7. Non sarà che questo è quello che succede quando i governi centrale e locale di un luogo hanno interesse ad investire nella valorizzazione del territorio invece che a distribuire favori e appalti e quando il turista viene visto come una risorsa da curare e soddisfare e non un pollo da spennare, se non proprio truffare?

8. Si esce dalla Provenza per andare a Narbonne e Béziers, gli italiani quasi spariscono: sono troppi 200 chilometri, o semplicemente nessuno sa cosa ci sia più a ovest?

9. Carcassonne… Lasciamo stare, non sono in grado.

10. Comunque, cercando, anche nel pieno del borgo medievale, accanto al castello, si trova il ristorante serio, non solo trappole per turisti. Anche lì, due lingue più il francese. Non è che l’aggettivo “serio” va proprio riferito alla popolazione?

11. Albi… Cazzo, quanto è bella Albi! Quasi impossibile da credere.

12. Cosa ci faccio di nuovo in Italia?

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