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Ho seguito con molto distacco la faccenda dell’abolizione dell’IMU, o meglio della sua sostituzione con un’altra tassa, la “service tax” (come dice Marco Travaglio, attenzione, perché quando usano l’inglese è in arrivo una fregatura), che andrà nuovamente a colpire chi già paga le tasse, tutte le tasse, oltre ogni ragionevole misura, lasciando invece i poveri evasori fiscali in pace. Il distacco, in effetti, era per lo più fisico, dovuto al fatto che quando cotanta misura veniva introdotta mi trovavo in un paese civile, la Francia, che delle beghe interne di una nazione ridicola se ne infischiava allegramente. Emotivamente avrei voluto sparare a chiunque aprisse bocca sull’argomento.

La discussione sull’IMU, soprattutto in relazione alle seconde case, si è svolta su basi ridicole che nemmeno al bar sotto casa – dove tra l’altro ho già avuto modo di dire che c’è gente più competente che in parlamento. Ho già in passato avanzato l’idea che la soluzione migliore sarebbe stata un significativo sconto sull’IMU per le case affittate, sia per agevolare l’assurdo mercato degli affitti italico che per far emergere le locazioni in nero. Per mesi siamo andati avanti con considerazioni opposte, su basi demagogiche e profondamente cretine: ma proprio cose del tipo “se hai una casa e la affitti allora hai un introito e devi pagare” o “se hai una casa e la affitti allora sei un proprietario terriero, quindi uno coi soldi e devi pagare”.

Ora, partiamo dall’ovvio: se io ho una casa e invece di tenerla sfitta per usarla come meglio credo la do in locazione per farmi pagare è quantomeno possibile che quei soldi mi servano – non fosse altro che per mantenerla senza rimetterci – quindi non è detto che io sia ricco; sono invece molto più realisticamente benestante se possiedo più di una casa e non ne affitto nessuna. Continuiamo con l’ovvio: se ho una casa e la affitto, sono io che porto fisicamente i soldi dell’IMU all’ufficio delle tasse, e su questo non ci sono dubbi. Ma non sono io che pago: molto semplicemente, io aumento l’affitto agli inquilini (che possono benissimo essere 4 studenti fuori sede o lavoratori precari che l’aumento non possono permetterselo) e l’IMU di fatto me la pagano loro.

Finito l’ovvio ci fermiamo, perché mi pare che ce ne sia abbastanza: possibile che in un dibattito pubblico che si è letteralmente incantato per mesi sulla faccenda dell’imposta sugli immobili nessuno abbia espresso queste semplici, scontate considerazioni?

Adesso, tuttavia, l’IMU è stata, almeno figuratamente, eliminata. Tutti hanno riconosciuto in questo una vittoria di Berlusconi (che dopotutto si era speso sull’argomento in campagna elettorale), compreso il PD, che ha di fatto lasciato passare l’idea che su questo punto si fosse fatto un accordo prima di formare il governo, e che dunque fosse un provvedimento dovuto.

Ma qualcuno la campagna elettorale se la ricorda? La gente sa di cosa parla? Berlusconi non aveva promesso di abolire l’IMU: aveva promesso di restituirla, con tanto di moduli fasulli inviati per posta a qualche povero contribuente che ci aveva pure creduto; il PD invece aveva parlato di una riformulazione. Per i più distratti, lo scrivo di nuovo: l’IMU è stata accantonata e sostituita da una tassa diversa – un altro ferro caldo, ma d’altra parte che non ci fosse la copertura economica per eliminarla e basta lo sapevano tutti. In termini pratici, è difficile anche dire che sia stata effettivamente abolita, ma di sicuro non è stata restituita.

Chi è che ha mantenuto la promessa elettorale, allora?

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