Tag

, , , , , ,

Può capitare che uno si trovi a dover trascorrere, con valigia al seguito ed abbigliamento molto approssimativo (dice, “e guarda nella valigia!” Infatti ad un certo punto l’ho fatto), tre ore in giro per il centro di Bologna, senza averla mai vista prima, con il vago proposito di passeggiare per i portici, passando per le due Torri e per il complesso di Santo Stefano, per poi tornare indietro e andare a vedere la (magnifica) piazza Grande, visitando San Petronio, dirigersi verso San Francesco, e chiudere tornando alla stazione attraverso via Galliera, prendendosi del tempo per visitare un negozio di dischi molto ben recensito su internet, il Disco D’Oro.

A cinquanta metri dallo sbocco sul retro di San Francesco, lungo una via semi-deserta ed evocativa, via Porta Nova, l’attenzione del nostro eroe viene attratta dall’insegna di un tea shop dal nome di StregaTe. Il nostro eroe, col trolley che rischia di trasformarlo nel proverbiale elefante nella cristalleria, entra e si trova subito immerso in profumi gradevoli ed in un’atmosfera intima e piacevole. Inizia a frugare tra gli scaffali e nota un particolare interessante: quasi nessun oggetto, dalle confezioni di infusi alle teiere, è prezzato, il che costringe chiunque voglia saperne di più a prendersi il suo tempo per attendere di essere ascoltato e, magari, ad impiegarlo gironzolando e frugando.

Il nostro eroe attende che una delle (belle) donne al banco si liberi, per poi poter chiedere non sa bene cosa: vorrebbe comprare del tè bianco, argomento sul quale la sua curiosità è discreta, la sua voglia di spendere modesta e la sua ignoranza, eccettuata una vaga conoscenza sull’annoso problema dei prezzi, è enciclopedica. Quando una delle due (belle) donne al banco, mora con i capelli lisci, esaurisce la coda davanti a lei, il nostro eroe si avvicina con fare titubante e asserisce timidamente di voler provare un tè bianco sfuso – la sua esperienza precedente con l’articolo è basata su confezioni o addirittura bustine, ovviamente più care dei corrispettivi tè verdi e neri – senza spendere un capitale.

La (bella) donna al banco ascolta paziente e lo invita ad assaggiare l’aroma del contenuto di tre contenitori, aggiungendo che i primi due costano rispettivamente 11 e 12 euro l’etto, mentre col terzo il salto è notevolissimo perché si passa a 52. Dopodiché guida il nostro eroe all’acquisto, per 6 euro, di 50 grammi di tè Silvery Needle, accompagnando la transazione con un viso sempre sorridente, un modo di fare elegante e gentile senza essere paternalistico ed una breve conversazione atta a paragonare la cultura del tè a quella del vino o della musica – non tutti devono essere esperti, ma basta la buona volontà per capire che certi prodotti, ancorché poco conosciuti e considerati inaccessibili dai profani, sono migliori di altri. A domanda diretta, inoltre, fornisce indicazioni per trovare negozi analoghi a Roma, rammaricandosi di non ricordare in che zona si trovi uno di essi. Il tutto, ribadisco, ad uno fornito di valigia con un accento evidentemente non della zona che ha mostrato scarsa conoscenza dell’argomento.

Il nostro eroe esce dal negozio pensando che probabilmente questa breve parentesi ha impreziosito la sua breve visita a Bologna almeno quanto la visita a San Petronio. Alla gentilezza non siamo davvero più abituati.

Annunci