Tag

, , , , , , , , , ,

Bufera epocale qualche settimana fa quando, ospite a “Che tempo che fa”, Brunetta, per evitare di rispondere ad una domanda perfettamente lecita sulle sorti di Alitalia, sulle quali chiunque all’epoca dei capitani coraggiosi avrebbe scommesso la casa, perse il lume della ragione e, a corto di argomenti, cominciò a contestare lo stipendio di Fabio Fazio. Seguì polemica a reti unificate sull’ingaggio del conduttore, polemica peraltro impermeabile a qualunque considerazione contraria venisse presentata, e – come sempre accade nel paese in cui non esistono opinioni ponderate, solo tifoserie schierate ed ululanti – semplicemente basata sulle invettive di chi era d’accordo con la posizione espressa da uno che ruba lo stipendio senza fare nulla né per i cittadini né per la struttura che amministrativamente lo paga, e sugli sfottò di chi invece la considerava una boutade priva di senso. Ragionare analiticamente sulla questione era impossibile.

Qualche giorno fa Il Fatto Quotidiano, un giornale che ha come tutti i suoi bravi difetti, ma ha il pregio di avere una linea editoriale chiara che si propone di fare le pulci alla qualunque in nome di un’invocazione alla trasparenza, ha pubblicato un’intercettazione telefonica in cui un imbarazzante Nicola Vendola commentava divertito con l’interessato il comportamento di Girolamo Archinà, ex PR dell’ILVA che aveva impedito, tra l’altro con tecniche da tirapiedi del ducetto e senza essere linciato dai presenti, ad un giornalista di porre una domanda sull’inquinamento atmosferico e sull’ipotetica elevata incidenza dei tumori nella zona di Taranto, fenomeni verosimilmente causati delle emissioni dell’azienda siderurgica dei Riva. Fabio Fazio domenica sera non ha trovato di meglio da fare che commentare, secondo un malinteso e piuttosto esteso concetto di garantismo, che la pubblicazione di intercettazioni che non hanno nulla di rilevante è un comportamento schifoso.

Ora, la conversazione telefonica di Vendola in sé non sembra contenere qualcosa di particolarmente rilevante dal punto di vista penale. Certo contiene una figura di merda colossale. L’aspetto ovvio della faccenda – ovvio naturalmente non a Fabio Fazio – è la differenza tra cronaca e giustizia: che Nicola Vendola si sdrai per terra pur di mostrare la propria disponibilità alla famiglia Riva non è un reato (al massimo bisogna vedere perché lo fa, ma questo non c’entra col contenuto specifico della telefonata), però, viste le condizioni in cui versa la città di Taranto, è un comportamento che potrebbe interessare il potenziale elettorato suo e del suo schieramento politico, che ricordo si chiama SEL, e la E sta per Ecologia.

L’aspetto un po’ (ma giusto un po’, mica tanto) meno ovvio è che tutto ciò potrebbe finire per essere erroneamente ricondotto alla parzialità di Fabio Fazio, pronto a discutere con uno del PdL e molto più accomodante quando la vittima è uno di sinistra. Ora, che un giornalista televisivo, anche della televisione pubblica, sia schierato politicamente non è assolutamente un dramma. Che manifesti la sua parzialità, è giusto ed anche auspicabile, perché è meglio uno apertamente fazioso che uno subdolo. Però, però: una cosa è essere faziosi, un’altra è essere leccapiedi. Andare in televisione (pubblica) a dire che un’intercettazione in cui una persona influente fa una figura di merda epocale su un argomento che interessa il suo elettorato non è né garantismo né faziosità. È semplicemente viscido. Dirlo quando la persona interessata è della parte politica in cui ti riconosci è sempre viscido con l’aggravante. È viscidità faziosa.

Quello che trovo particolarmente assordante in tutto ciò è il silenzio di Brunetta. Secondo il quale Fazio non può guadagnare 5 milioni di euro in 3 anni nemmeno se porta utili all’azienda per cui lavora, che detto per inciso è pubblica, e non può essere di sinistra e lavorare come frontman alla RAI. Però, pare, va tutto bene se è un lecchino; anche se è un lecchino selettivo.

O magari il problema è semplicemente che Brunetta sa quello che è stato pubblicato sul suo capo e soprattutto ha un’idea abbastanza precisa di quello che il suo capo ha fatto, ed è grato ad uno che, anche se lo esterna per un avversario politico, pensa che certe cose non sia il caso di diffonderle?

Annunci