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Ogni tanto qualcuno mi chiede dove io scovi l’enorme quantità di gruppi ed artisti indipendenti che ascolto e cerco di diffondere. Al di là di incontri casuali e segnalazioni, ho già citato il sito della Projekt, specializzato in darkwave e affini, ed il rivenditore inglese Recordstore, che si occupa di indie un po’, diciamo così, british style ma non necessariamente british; una terza fonte è una radio americana, tale KEXP di Seattle, che, oltre a proporre una selezione musicale basata sull’universo indipendente, ospita regolarmente delle brevi esibizioni di artisti del circuito, eventualmente corredate da interviste. Questi mini-live vengono trasmessi sul sito anche in video e vengono poi caricati su youtube in alta qualità. Tanto per dare un’idea di come certi fenomeni siano trattati nel mondo, sottolineo che l’editore della KEXP è l’Università di Seattle. Proprio come da noi.

I live on KEXP sono uno splendido mare in cui pescare, perché permettono di trovare gente non solo interessante, ma che, esibendosi dal vivo ed in diretta, di solito sa anche suonare.

Durante un surf recente, sono rimasto letteralmente abbagliato da un quintetto newyorchese con membri di origini sparse, che ha alle spalle un solo EP e che si è prodotto in un concerto bonsai di 30 minuti, registrato non presso gli studi della radio, ma nella Judson Memorial Church il 18 ottobre scorso. Il loro nome è Haerts e no, non ci sono errori di battitutra.

L’esibizione è eccezionale, per tanti motivi: si potrebbe cominciare da brani pregevoli, intelligenti e molto ben interpretati, perché per costruire melodie e canzoni eccellenti non serve sfogarsi in assoli e controtempi, a volte basta un lungo grido dilaniante seguito da un frammento drammatico, soofocato e quasi parlato (“Wings”). Ma la ragione principale, irrinunciabile, è che è intensa, coinvolgente e profondamente viva.

Gli Haerts sono in 5, il loro sound è pieno, energico, con molti riverberi, ma l’aspetto interessante del live è la totale assenza di artifici. Quello che si sente è quello che esce da microfoni, strumenti ed amplificatori, difetti compresi.

Ora, a forza di CD e DVD live con uso di basi e massicci interventi in post-produzione, un concerto tecnicamente perfetto che sembra quasi appiccicato sopra alle immagini del gruppo che si esibisce è diventato la norma. Quando però si guarda una band che non solo suona dal vivo, ma sembra anche suonare e produrre sul momento tutto quello che si sente, quando sul collo di una cantante si vedono le vene gonfiarsi e sul suo viso si percepisce lo sforzo per prendere e tenere alcune note alte, ci si sorprende e ci si accorge di come e quanto si partecipa in un modo diverso, più intenso ed empatico. È triste, per fortuna certe band e certe esibizioni esistono ancora.

Nel live per la KEXP, la batteria degli Haerts mostra qualche imperfezione soprattutto nell’amplificazione, coi tom un po’ attufati, i tappeti di tastiere sono molto forti e, come talvolta capita nei concerti, soffocano la voce, creando un suono che sembra vagamente uscire da una scatola. L’effetto generale di tutto ciò è tuttavia, o magari proprio per questo, sontuoso e trascinante, guidato da una voce stentorea, nitida e pastosa, imperfetta e bellissima, che appartiene ad una tizia quasi struccata, con rughe d’espressione pressoché ostentate, che si accentuano quando tende i muscoli per la fatica, che la rendono presente, umana, sensuale, erotica: una donna – al di là del retrogusto tipo “dammela adesso, ma proprio mentre canti” che ispira – concentratissima, che sente profondamente quello che sta facendo e di conseguenza coinvolge e travolge – ma quest’ultimo è un punto comune a tutti i membri di una band presa, emozionata, che dà l’idea di non fare nulla di routinario. Le riprese da molto vicino di tutto il concerto, focalizzate sui singoli musicisti, aiutano a percepire questi aspetti.

L’intensità, la vita degli Haerts si respirano anche attraverso uno schermo. Una musica coinvolgente, emozionante, con un che di malinconico ed amarognolo anche nei momenti più forti, ma soprattutto viva, che respira, parla e scalcia. Spero che incrementino il prima possibile la discografia, e che magari vengano a promuoverla dalle mie parti. Se sono così su youtube, non me li immagino neanche dal vivo.

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