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Hoity Toity è un gioco da tavolo che in pratica funziona così: i giocatori (fino a 6) impersonano dei nuovi ricchi che devono tentare di entrare nell’aristocrazia; per farlo devono accumulare reperti artistici ed organizzare esposizioni, rendendole inoltre per quanto possibile sicure.

Il gioco si divide in turni sostanzialmente uguali tra loro, a loro volta suddivisi in due fasi. Ogni giocatore ha a disposizione due carte contrassegnate sul retro da un 1: una carta raffigurante la sala d’aste, dove i reperti possono essere acquistati ed i soldi utilizzati per l’acquisto rubati, ed una raffigurante un castello, dove le collezioni possono essere esposte, dove è possibile rubare gli oggetti d’arte e dove è possibile cercare di spedire i ladri in galera. Ogni giocatore ha anche a disposizione una serie di carte contrassegnate sul retro da un 2: 4 assegni di vario valore, una carta “Esposizione”, due carte “Ladro” ed una carta “Detective”. Durante la prima fase di ogni turno i giocatori decidono segretamente in quale dei due luoghi intendono giocare quel turno, mettono la relativa carta davanti a loro e, quando sono tutti pronti, la rivelano.

Inizia poi la seconda fase. Si gioca prima la sala d’aste: i giocatori che hanno scelto di giocare nella sala d’aste decidono segretamente se giocare un assegno o un ladro; quando tutti hanno deciso le carte vengono scoperte, il giocatore che ha pagato l’assegno più alto sceglie tra le opere disponibili quale comprare, poi l’eventuale ladro, se è da solo, ruba l’assegno. Si passa quindi a giocare nel castello: i giocatori che hanno scelto di giocare nel castello decidono segretamente se esporre la loro collezione (ottenendo punti), tentare di rubare opere dalle collezioni esposte o tentare di mandare in galera i ladri altrui (ottenendo punti se ci riescono). Ogni ladro ruba un’opera da ciascuna esposizione, ogni detective manda in galera tutti i ladri presenti, ma solo dopo il furto.

Hoity Toity non è un gioco caratterizzato da particolari profondità strategiche: si tratta per lo più di cercare di massimizzare la propria utilità sulla base di considerazioni legate a quello che faranno gli altri. È un gioco di bluff e lettura delle intenzioni altrui.

In tutto ciò, in Italia le principali forze politiche stanno discutendo la legge elettorale. Renzi cerca disperatamente di chiudere perché, come dice Andrea Scanzi, ha l’assoluto bisogno di farne una, anche cattiva, per mostrare alla gente che lui è uno che si muove ed ottiene risultati. Berlusconi traccheggia e cerca di ottenere delle condizioni favorevoli, come la non introduzione delle preferenze e un qualunque procedimento che costringa gli esuli del PdL a tornare all’ovile.

Nel frattempo Grillo si è chiamato fuori. In modo del tutto lecito, peraltro: dopo 8 anni di vuoto pneumatico, non è così irragionevole prendersi un mese di tempo per discutere con gli iscritti una proposta condivisa, solo che Renzi non può farlo per paura di dare l’idea di essersi adeguato all’immobilismo dei partiti.

Di fatto, poi, ognuno si fa i suoi conti. In particolare, costringendo di fatto le forze politiche ad allearsi, mentre Grillo ha sempre detto che non ne vuole nemmeno parlare, Renzi ed il PD sperano di far fuori il M5S al primo turno e poi puntare sui suoi elettori non oltranzisti per battere Berlusconi al ballottaggio. Nel frattempo Berlusconi lavorerà per fare in modo che al primo turno venga fatto fuori il PD, per poi sfruttare il diktat bipartisan contro gli eversori a 5 Stelle e spuntarla al secondo turno. Grillo invece sbraita e tira dritto.

Ora, io ogni tanto gioco ad Hoity Toity, e di solito vinco. E vinco per un motivo molto semplice: ad un certo punto i giocatori cominciano a farsi trascinare da ragionamenti contorti e pippe mentali multistrato sulla base del “a me servirebbe giocare così , ma lui lo sa, ma io so che lui lo sa, ma lui sa che io so che lui sa, e nel frattempo c’è anche quell’altro, che dovrebbe seguire questa strategia, ma lo sappiamo tutti e lui sa che noi lo sappiamo…”, si incartano e smettono di prendere rischi. Io, quando vedo che inizio ad andare fuorigiri, smetto semplicemente di preoccuparmi di quello che potrebbero fare e capire gli altri, e faccio quello che mi serve, tenendo in considerazione solo banalissime considerazioni contingenti. Prendo qualche cantonata, ma accumulo parecchi punti.

Al che la domanda: gli scienziati di Forza Italia e soprattutto quelli del PD sono sicuri che non andrà a finire esattamente così?

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