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Al momento di affidarlo ai servizi sociali, il Tribunale di Sorveglianza era stato chiaro: nel momento in cui il pregiudicato Berlusconi Silvio avesse ricominciato ad attaccare i giudici e la Magistratura, il provvedimento sarebbe stato ritirato il lui sarebbe finito ai domiciliari.

Siamo in piena campagna elettorale e Berlusconi delira a reti unificate: Napolitano aveva il dovere morale di dargli la grazia motu proprio, la sentenza contro di lui è stata mostruosa, è stata un colpo di stato. Il colpo di stato c’è in Ucraina, peraltro con lo zampino dell’amico Putin, e basta dare una scorsa a quello che succede per avere un’idea di cosa sia veramente un colpo di stato. Altro che una condanna a 4 anni di reclusione per aver frodato il fisco per una cifra di oltre 300 milioni di euro, di cui solamente una piccola percentuale sono sopravvissuti alla prescrizione.

E chiunque continui a sostenere l’innocenza di Berlusconi, come il fatto che il povero multimiliardario pluriprescritto, pluriassolto per insufficienza probatoria e perché i suoi comportamenti delinquenzali non sono più previsti dalla legge come reato dopo che il governo Berlusconi ha varato leggi per depenalizzrli sia un povero perseguitato, se lo ricordi la prossima volta che non ci sono i soldi per comprare una macchina per la TAC o per la risonanza, o magari per mettere a posto delle strade dove qualche disgraziato perde la vita.

La mia domanda è: perché Berlusconi è ancora a piede libero? Perché qualcuno ha paura che se dovesse essere messo agli arresti domiciliari a quattro settimane dal voto potrebbe guadagnare consenso? Mi dispiace, ma è una logica inaccettabile. E non capisco in cosa sarebbe diversa dalla logica dei suoi sostenitori, che sostengono che Berlusconi non può andare in galera perché viene votato dalla gente.

Berlusconi vince le elezioni dagli arresti domiciliari? Benissimo: certifichiamo che la popolazione italiana non vive in uno stato libero, non ha idea del funzionamento di uno stato democratico ed è soggetta ad una perpetua sindrome di Stoccolma che di fatto rende colui che l’ha imprigionata il suo signore e padrone. Magari succederà anche che l’Unione Europea si mobiliti in qualche modo contro quella che è a tutti gli effetti una dittatura di fatto – una dittatura dell’ignoranza istituzionale e dell’ignoranza in senso lato, del tifo contro il ragionamento, dell’arroganza, del becerume, dello squallore, del mancato rispetto delle regole, della furbizia e della delinquenza. Ma se le elezioni le vince dagli arresti domiciliari certifichiamo anche un’altra cosa: che oggi, 29 aprile 2014, l’Italia è ancora uno stato di diritto, in cui la legge fa il possibile per essere uguale per tutti ed in cui uno dei tre poteri dello stato, almeno uno, quello giudiziario, ancora fa il suo dovere.

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