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Ieri sera, prima della finale di Coppa Italia, hanno sparato davanti all’Olimpico. Non la polizia, un tizio. Ma forse il messaggio non è passato in modo abbastanza chiaro: ieri sera un privato cittadino ha SPARATO, con una PISTOLA, davanti all’Olimpico.

Io vivo a Roma e non frequento lo stadio, ma so che le cronache riportano episodi di violenza nei suoi dintorni con cadenza praticamente settimanale. Con un atteggiamento che non so se più squallido o in malafede, le notizie vengono di solito date utilizzando la sbalorditiva locuzione “accoltellato lieve” per segnalare che qualcuno si è preso una coltellata su una chiappa – a Roma la chiamano “puncicata”. A volte le cose vanno peggio e gli accoltellati, non solo alle chiappe, sono più di uno.

Sono anni che Roma-Lazio e Lazio-Roma non vengono disputate in serale perché con la luce è più facile per la polizia identificare e stanare i violenti. Una roba che anche solo a dirla fa spavento, eppure qui è tutto normale. Così come fu normale interrompere, dopo un lungo conciliabolo con un paio di capi ultras, un derby perché qualcuno aveva messo in giro la voce (falsa) che un’auto della polizia aveva investito un bambino ed assistere alla successiva guerriglia urbana che si scatenò fuori dallo stadio.

Ieri, stando alle ricostruzioni della polizia, un ultrà della Roma, peraltro coinvolto proprio nei fatti di quel derby, dopo aver lanciato dei fumogeni in direzione di un gruppo di tifosi napoletani, spaventato dal fatto che quelli non l’avessero presa esattamente con filosofia, ha esploso sei colpi di pistola ferendo tre persone, di cui uno in modo molto grave. Ha SPARATO su chi aveva DAVANTI.

La partita, dopo che una serie di tromboni irresponsabili, parecchi dei quali in onda sulle reti RAI, ha maldestramente tentato di far passare la sparatoria come qualcosa di slegato dall’evento calcistico (come se fosse normale che a Tor di Quinto qualcuno prenda e spari), è stata poi disputata, di nuovo a seguito di una trattativa con un capo del tifo organizzato, identificato poi come il figlio di un camorrista, che indossava una maglietta inneggiante al tizio che nel 2007 uccise un poliziotto, Filippo Raciti, dopo una partita tra Catania e Palermo. Per impedire che le cose degenerassero, si è detto, certificando dunque che cotanto personaggio può garantire l’incolumità delle persone presenti allo stadio, mentre lo stato italiano no.

Si ripete spesso che le squalifiche di campi o settori dello stadio a seguito di cori razzisti o discriminatori sono una buffonata, perché di fatto hanno due scomode conseguenze pratiche: primo, dare il potere a qualche facinoroso di far chiudere uno stadio, con le conseguenze del caso (di fatto un ricatto perpetuo) per le società coinvolte; secondo, far scontare il comportamento idiota di una parte del pubblico a tutti. Si può essere d’accordo o meno con questi aspetti, molti vedono in questo discorso una specie di scusa per tollerare comportamenti inaccettabili, io personalmente ritengo pericolosa qualunque azione rischi di conferire potere a dei delinquenti. Ma la gravità di quello che è successo ieri suggerisce di prendere e chiudere seduta stante, come minimo, lo stadio Olimpico ed il San Paolo per ragioni di pubblica sicurezza. Da rivedere la posizione del Franchi di Firenze in attesa di capire come e quanto i sostenitori della Fiorentina siano stati coinvolti negli eventi. Perché, ripeto, ieri sera un tizio con un passato discutibile ha sparato sei o sette colpi di pistola contro degli esseri umani tifosi del Napoli con cui era in atto una guerriglia: qui non si tratta di far pagare alle personi comuni che si vogliono solo vedere una partita il comportamento di una falange violenta, si tratta di preservare la loro integrità fisica prescindendo dalla trattativa con camorristi e criminali.

Anzi, visto che nel tardo pomeriggio è stato pestato anche un tizio che passava nella zona (comunque, a me non sarebbe nemmeno venuto in mente di recarmi proprio lì), si tratta proprio di garantire l’incolumità della popolazione nel suo complesso.

Chissà se lo stato italiano lo considera ancora una priorità. Ma forse i problemi si risolveranno da soli continuando a chiudere settori degli stadi perché si sentono cori come “senti che puzza scappano i cani sono arrivati i napoletani”.

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