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Adesso la grande notizia è che forse Ilda Boccassini non aveva la titolarità per fare degli interrogatori da cui è nato il cosiddetto processo Ruby – scrivo forse perché al momento nemmeno quello che la notizia l’ha data esclude che la Boccassini il permesso possa averlo chiesto – ed ecco house organ, prostitute intellettuali e lobotomizzati ripartire con la faccenda del povero perseguitato, delle toghe rosse e della giustizia ad orologeria.

Ora, a prescindere da fumosi discorsi che riguardano aspetti tecnici di procedura, sui quali la mia ignoranza è enciclopedica, e di obbligatorietà dell’azione penale, grazie ad un ventennio di tolleranza ed attesa che l’indegnità di Berlusconi Silvio come essere umano e uomo politico venisse certificata da sentenza il tentativo è come al solito spostare l’attenzione dalla cronaca alle aule di tribunale. Il punto, scontato ma che chi gira con l’anello al naso non vuole accettare, non è se Berlusconi verrà o meno condannato per concussione, prostituzione minorile e quant’altro, ma se ha commesso detti reati e, nel momento in cui c’è la registrazione di una telefonata in questura durante la quale il miglior premier italiano dai tempi dell’imperatore Adriano esercita pressioni per far affidare Karima El Mahroug a Nicole Minetti ignorando le procedure di legge, l’abuso di potere è evidente e le cause, basandosi su tutto quello che magistratura e stampa ci hanno messo a disposizione, sono chiare a chiunque non si sia volontariamente applicato due quarti di bue davanti agli occhi.

Il problema però è che tutto questo sarebbe secondario e, diciamocelo, avrebbe anche rotto. Abbiamo un governo che sta cercando di promulgare una legge elettorale raccapricciante, di fatto disegnata per fare in modo che i partiti più grandi possano scippare voti ai movimenti più piccoli e per sfavorire in sede elettorale l’unico partito che dice di non voler fare alleanze – e nel momento in cui una legge elettorale viene progettata tenendo conto di interessi di parte è difficile che sia equa. Abbiamo lo stesso governo che sta pensando di modificare la Costituzione per creare un Senato inutile e grottesco, una sorta di dopolavoro per amministratori locali con funzione puramente decorativa, pardon, consultiva. Abbiamo sempre il medesimo governo che sta tentando di introdurre una giurisprudenza sul lavoro basata su aria fritta, nell’erronea, o peggio cialtrona, convinzione che basterà modificare i contratti (e mi raccomando sempre senza effettuare controlli), per creare occupazione, invece di rilanciare l’economia e creare fisicamente lavoro. Abbiamo uno Stato in balia della delinquenza organizzata, come si è ampiamente dimostrato sabato scorso prima della finale di Coppa Italia di calcio. Abbiamo personaggi in stato di delirio che, dopo esser stati presi a pesci in faccia dalla Corte Costituzionale, si propongono di tornare a legiferare sul medesimo argomento su cui hanno mostrato incompetenza – vedi Giovanardi sulle droghe.

Abbiamo un paese allo sbando che, grazie a personaggi che hanno come unico obiettivo l’ambizione personale e la necessità di mantenere lo status quo, o quantomeno di intaccarlo il meno possibile, per una serie di strutture ed individui tra cui sé stessi, vaga senza meta, mentre viene guidato da chi ha conquistato il potere grazie a tutto fuorché la legittimazione popolare (e non parlo solo di Renzi) in direzioni che non hanno nulla a che vedere con quanto accade nel resto del mondo. Abbiamo crisi economiche, sociali, umane di ogni tipo, vuoti legislativi su argomenti di importanza quotidiana e burocrazia imperante che perpetua sé stessa ed impedisce l’accesso a diritti fondamentali in situazioni banalissime.

Però, per una rilevante percentuale della popolazione italiana, il problema principale da portare all’attenzione della gente è se la Boccassini avesse la titolarità per svolgere interrogatori che hanno portato al rinvio a giudizio di un pregiudicato per frode fiscale (io invito sempre chiunque a ricordarsi i 300 milioni frodati al fisco da Berlusconi la prossima volta che telefonerà al CUP e si sentirà rispondere che per una risonanza magnetica ci vogliono 2 mesi di attesa), che ha sicuramente commesso i reati che gli vengono contestati. Il tutto in riferimento al leader di un movimento politico di cui ogni tanto arrestano qualche esponente di rilievo con accuse terrificanti – associazione a delinquere, camorra, corruzione giudiziaria, mafia.

Il bello è che poi certe persone si offendono se uno le chiama lobotomizzate.

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