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Adesso qualcuno, dotato di cervello e di capacità di usarlo, mi dovrà spiegare per quale motivo la squadra vista sabato, con questi Handanovic, Nagatomo Rolando, Kovacic, Icardi, Palacio – più gli Alvarez, Ranocchia, Guarin e Jesus che si sono apprezzati nella prima parte della stagione ed Hernanes da gennaio – debba valere meno della Fiorentina in termini assoluti, ed a maggior ragione se si considera che la squadra di Montella ha dovuto fare a meno per buona parte della stagione di Gomez e Rossi. Secondo me una rosa del genere avrebbe potuto giocarsela anche col Napoli e, forse, anche con la Roma. Poi, certo, c’è stato un cambio di proprietà che sarebbe comunque costato qualche punto e qualche settimana di incertezza, ci sono stati degli arbitraggi ai limiti dell’accanimento, ma da qui a tenere per 3 mesi un atteggiamento da neopromossa ce ne corre.

Il problema, semmai, sarebbe che due dei giocatori più decisivi di questi ultimi due mesi, Icardi e Kovacic, hanno affrontato la stagione con un allenatore che si lamentava di esserseli trovati in squadra e non perdeva occasione per scaricare su di loro la responsabilità di insuccessi ed errori gestionali a volte macroscopici, sostenendo che non avevano spalle sufficientemente larghe per sopportare la pressione di San Siro (loro), salvo poi venire clamorosamente smentito dagli eventi. Due giocatori che, caso strano, hanno meno di 21 anni e fino a poco tempo fa erano considerati un problema, ma che, caso ancora più strano, hanno iniziato ad inanellare ottime prestazioni quando hanno cominciato a giocare con continuità senza essere additati al pubblico ludibrio da allenatore, spogliatoio e curva.

Icardi ha perso tre mesi per un infortunio, ma dopo il rientro per un altro mese e mezzo non è stato considerato in nessun modo dal tecnico, che oltretutto lo attaccava pubblicamente. Kovacic è stato sballottato in settordici posizioni diverse, spesso da subentrante in situazioni disperate o surreali, con Mazzarri che gli dava la colpa di prestazioni di squadra agghiaccianti mentre metà del pubblico lo considerava un bluff, senza aver avuto l’occasione di giocare 4-5 partite di seguito nel suo ruolo fino ad un mese fa. E non credo sia accidentale che la prestazione sontuosa di sabato sera abbia coinciso con l’aver disatteso il dettame tattico di servire sempre gli esterni – Palacio ed Icardi ringraziano.

Eppure, da quando è diventato titolare perché Mazzarri ha finito le scuse per tenerlo fuori (e magari perché Thohir non è uno a cui fa piacere vedere svalutarsi un investimento di prospettiva), ha dimostrato che già oggi tra lui e gli altri centrocampisti in rosa, a cominciare dal fortemente voluto Hernanes, c’è potenzialmente un abisso. Un senso della posizione, una visione di gioco, una tecnica individuale ed una capacità di mettere il pallone esattamente dove vuole degni dei grandissimi registi mondiali, che certo dovrà faticare parecchio per eguagliare, ma dei quali senza dubbio condivide alcune caratteristiche fondamentali.

Poi adesso Mazzarri, con l’atteggiamento arrogante e la capacità di negare l’evidenza che lo contraddistinguono, dirà che se Icardi e Kovacic sono esplosi è merito suo e del suo lavoro. Io non so se siano invece riusciti ad esplodere nonostante lui, certo è che se l’approccio tattico della squadra contro la Lazio e la personalità di Kovacic ed Icardi nel creare gioco in verticale e nitide occasioni da gol fossero stati utilizzati in precedenza, anzi, ci si fosse proprio impostato il gioco dall’inizio, forse ci saremmo risparmiati orrori come Livorno, Bologna e Chievo e, chissà, magari avremmo potuto fare una stagione diversa. Ma probabilmente non con Mazzarri in panchina.

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