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Domani iniziano i Mondiali di calcio e la stampa italiana dà l’ennesima prova di delirium tremens ciarlando di gossip e wags, riportando improbabili climi idilliaci di uno spogliatoio in cui tutti si amano, intervistando i campioni di otto anni fa e dando voce a uno come Marco Tardelli, che non ha di meglio da fare che mettere in guardia Balotelli contro gli inglesi che lo provocheranno, come se prima di approdare al Milan non fosse lui quello che secondo tutta la stampa provocava, e come se non avesse giocato due anni e mezzo nel campionato inglese, oltretutto vincendolo. Ma soprattutto, si trova improvvisamente a fare da paladina degli ultimi denunciando il lusso e gli sprechi dell’organizzazione dell’evento a fronte di un paese con una fortissima polarizzazione del reddito, che non vive certo una fase di boom economico ed è pieno di poveri ed indigenti – che non passano comunque le giornate a giocare a pallone in spiaggia o in qualunque posto trovino, fa piacere che qualcuno si sia accorto che lo stereotipo non è molto aggiornato.

Ora, a parte il fatto che questo era successo in modo altrettanto vistoso se non peggio quattro anni fa in Sudafrica, la sensazione è che il calcio faccia notizia. Si può parlare di un fenomeno, la povertà diffusa mentre la prima classe banchetta, solo quando un business come quello calcistico, vissuto dai benpensanti come superfluo, oltre che sporco e immorale, quando non direttamente come l’oppio dei popoli, ci si scontra, avvelenando la vita a chi magari fa molto più di un giornalista indignato un tanto al chilo per due mesi ogni 4 anni (anche semplicemente teorizzare modelli economici diversi e più equi da dentro un’università, o inventarsi scappatoie per eludere il vincolo del 3% di deficit di bilancio e investire nella crescita del paese da dentro un ministero) e sabato sera vorrebbe semplicemente godersi Italia-Inghilterra. Ho capito, c’è la crisi, non c’è una lira, tutti dobbiamo morire: posso passare una serata a divertirmi? O è immorale?

Non che il Brasile non abbia problemi, ma allora mi chiedo perché i media non diano risalto continuo alle favelas, o magari ai casini che sono successi, e continuano a succedere, in Grecia e Spagna, e parlo di manifestazioni praticamente quotidiane ed a volte piuttosto turbolente, nelle piazze simbolo di Atene e Madrid. Oppure come mai si stia deliberatamente e vergognosamente ignorando quello che succede in Ucraina, dove c’è una guerra civile in carne ed ossa, dove il governo nazionale sgancia bombe a grappolo sulla popolazione, dove sono in atto evacuazioni da alcune città, dove il Fondo Monetario Internazionale propone prestiti per finanziare la ripartenza economica, purché Kiev riesca a soggiogare l’est filorusso del paese, ponendo una serie di condizioni allucinanti per la restituzione, tra cui, leggo in giro, studenti che devono pagarsi da soli il pranzo nelle scuole pubbliche e pazienti che devono pagare i primi tre giorni di degenza ospedaliera nelle strutture dello stato.

E non parliamo poi di quello che filtra. Notizie per lo più manipolate per dare ragione alla posizione di comodo, di fatto quella decisa dagli americani, che pur di andare contro Putin appoggiano, politicamente, militarmente e finanziariamente, un regime che si fa vanto del sostegno di account Twitter dal nome di Mein Kampf, che bombarda la popolazione, che, dopo averlo fatto e con le immagini del bombardamento che girano su youtube, afferma ufficialmente che l’esplosione è stata causata da un condizionatore in un palazzo. Articoli sdegnati contro l’ingerenza russa nelle questioni interne di un paese estero, da parte di personaggi che invece giustificano e approvano le missioni americane (con l’appoggio italiano) in Afghanistan, Iraq, Libia e via dicendo, per non parlare del fatto che se il presidente russo dice che gli ucraini devono darsi una calmata invece di mobilitare l’esercito per abbattere “ribelli” filorussi è ingerenza, se Obama dice a Putin che deve farsi i cazzi suoi, parla col governo ucraino e ricatta mezza NATO per farsi dare sostegno – il tutto senza nemmeno citare i casini della NSA – no.

Ma certa gente poi riesce a dormire la notte?

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