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Appena tornato da una breve vacanza in Puglia e Salento con chiusura a Matera (che, scopro, è geograficamente in Puglia, anche se amministrativamente in Basilicata), un paio di considerazioni sparse che sono stato costretto ad affrontare al mio rientro.

Per quasi una settimana lo smartphone è stato la mia principale fonte di comunicazione col mondo esterno. Da utente Twitter, che uso principalmente per fini informativi tramite canali per lo più internazionali ed indipendenti (tradotto, niente media mainstream italiani, tanto Wikileaks e dintorni più profili non precisamente allineati, spesso neanche tra loro), ho potuto apprezzare le solite fantasie della NATO sulla situazione in Ucraina, dove Poroschenko sostenuto da Obama perde e dà la colpa a Putin, i casini del governo francese, che si sposta a destra epurando chi critica la UE, il dibattito interno all’Unione Europea intorno alla possibilità di rilassare l’austerità vista la totale inefficienza della medesima nel combattere crisi e depressione, la scandalosa faccenda Assange e soprattutto, anche tramite un interessantissimo post di Wu Ming, gli sviluppi della macelleria irachena – i cabli e le rivelazioni di Snowden che dimostrano come i curdi siano ora armati dagli americani in Iraq e, almeno fino a poco tempo fa, combattuti in Turchia, che l’ISIS sia combattuto dagli USA in Iraq e, almeno fino a poco tempo fa, supportati in Siria, il tutto mentre il PKK se la sbriga abbastanza bene in solitudine a liberare intere zone controllate dai miliziani islamici nella totale indifferenza della stampa italica.

Poi uno apre il sito di un qualunque quotidiano italiano e si ritrova notizie sul gelato di Renzi, sui conti per rendere permanenti gli 80 euro che non spostano una virgola in termini di rilancio dell’economia, ed i deliri di Obama e Poroschenko riportati senza nessuna lettura critica. Il tutto mentre, dopo l’elezione di un pentapregiudicato a presidente della FIGC, è ripartito il campionato di calcio e prontamente gli arbitri fanno il comodo loro, o meglio quello dei soliti nomi, peraltro gli stessi di prima di Calciopoli. Il bello è che c’è gente che si stupisce per come vengano considerati all’estero, ma anche in Italia da parte di chi si informa, istituzioni e media italiani. Uno schifo raccapricciante.

La Puglia, dicevo. Ho girato prima nella zona adriatica, da Trani a Monopoli passando per la meravigliosa Polignano A Mare, poi Lecce e Gallipoli, quindi la risalita toccando Ostuni, Locorotondo ed Alberobello. Sorvoliamo sulla bellezza, il punto non è quello: luoghi curati, puliti, accoglienti e gente civile, gentile e disponibile. D’accordo, a volte capita di trovare le solite scritte sui muri, che stridono particolarmente sulle pareti bianche pugliesi, ma quelle le hanno anche a Montmartre, e comunque riguardano una minoranza di imbecilli che, come i cani, ma molto meno intelligenti, responsabili ed allegri, sentono la necessità di marcare il territorio coi loro pennarelli. Per il resto, strade quasi immacolate, poche anche le sigarette per terra, gente che la sera parla a volumi di voce contenuti, macchine parcheggiate ordinatamente, pochissimi i locali che fanno il tentativo di dimenticarsi la ricevuta fiscale, in generale il visitatore è trattato come una risorsa da soddisfare, non come un pollo da spennare o peggio truffare, mentre il territorio è qualcosa da sfruttare con rispetto e misura, non da spogliare e devastare, poi chissenefrega tanto pagano gli altri.

Al confronto, considerato lo stato in cui si trovano non tanto i monumenti, quanto proprio le strade del centro, Roma fa schifo. Ma schifo vero. I romani sono di un’indolenza e di una cialtroneria avvilenti e squallide. Non sono rimasto abbastanza in Puglia per giudicare quanto questo sia in qualche modo aiutato o addirittura determinato dai rappresentanti delle istituzioni: parlo della gente, della buona volontà, dell’educazione e della civiltà delle persone. Città dell’arrogantissimo nord Italia e tracotanti mete turistiche baciate dalla fama internazionale per meriti artistici trapassati, e spesso incapaci finanche di valorizzarli a dovere, dovrebbero andare ad imparare da posti come Polignano o da Locorotondo. Polignano, in particolare, è di una bellezza abbagliante, vivace e splendida sotto ogni aspetto.

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