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Ieri era la giornata internazionale di osservazione della Luna. In tutto il mondo, ovviamente compresa Roma, sono stati organizzati degli eventi all’aperto, con telescopi a disposizione di chi fosse interessato, per scoprire le proprietà del nostro satellite – ed, eventualmente, altri corpi celesti gentilmente offerti dal cielo notturno di tarda estate, come le stelle multiple Albireo, Almach ed Epsilon Lyrae, la galassia di Andromeda, l’ammasso globulare di Ercole o la luminosissima Vega.

Io ed un amico siamo andati in zona Laurentina, dove si riuniva l’Accademia Delle Stelle, un piccolo gruppo che organizza più o meno tutti i mesi spedizioni fuori dalla città per compiere osservazioni del cielo. Il gruppo è composto da gente eterogenea per età, istruzione e livello di conoscenza dell’astronomia e si basa su una serie di persone che mettono a disposizione la loro competenza e la loro strumentazione. Strumentazione che ieri sera comprendeva telescopi molto diversi tra loro per potenza, definizione e caratteristiche, da un oggetto più alto di una persona, interamente manuale e capace di separare le quattro componenti di Epsilon Lyrae e di mostrare Vega come un piccolo e brillantissimo diamante, ad attrezzature più piccole dotate di motori elettrici, capaci di far apprezzare in modo nitido il magnifico contrasto cromatico offerto da Albireo.

Uno di questi telescopi, di piccole dimensioni ma ottime potenzialità soprattutto per quello che riguarda la definizione ed i colori, era di proprietà di una ragazza che, ho scoperto nel corso della serata, si accinge ad iniziare il quarto anno di liceo, e che ieri sera, sabato 6 settembre, invece di riunirsi con i suoi coetanei a fare ciò che fanno di solito i diciassettenni alla vigilia del rientro a scuola, ha preferito raggiungere una piccola comitiva di persone guidate da un amatoriale interesse scientifico. Invece di mettersi in short e maglietta, trucco e buona volontà ed andare a passeggiare per il centro a far voltare coetanei e non solo, è uscita con jeans e felpa, completamente struccata e armata di un oggetto ingombrante che si era fatta regalare, per andare a farsi aiutare da gente competente ad imparare ad usarlo ed a metterlo a disposizione degli altri.

Ora, io non ho idea di come questa ragazza, tra l’altro dal profetico nome di Stella, completerà il processo di crescita e di che tipo di donna diventerà. So che di basi per essere una persona originale ed interessante ne ha messe giù tante. Solo che ha posto anche quelle per essere la tipa strana, quella che i coetanei guardano con diffidenza e quasi derisione, perché invece che divertirsi col branco se ne va ad approfondire una sua passione in modo dal loro punto di vista solitario, con gente del doppio della sua età, col forte rischio di diventare la nerd un po’ sfigata. Una che rischia seriamente di avere una vita più interessante di chi ieri sera era a stonarsi di cocaina o pasticche e a prenderlo in bocca nel cesso di qualche discoteca, ma anche un pochino più difficile.

A me una così sta simpatica. A prescindere.

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