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Bene, Barack Obama diventerà il quarto presidente statunitense consecutivo a bombardare l’Iraq, annuncio tra l’altro dato, quando si dice la sorte, alla vigilia dell’11 settembre. Siccome gli piace fare le cose in modo originale però, ha aggiunto che bombarderà anche la Siria. Il tutto per sconfiggere l’ISIS, a suo tempo ufficialmente non osteggiato contro Damasco, poi sicuramente appoggiato, molto probabilmente proprio addestrato ed armato direttamente quando l’obiettivo era far cadere Assad.

Il premio Nobel per la pace ha anche simpaticamente aggiunto che non è previsto l’invio di truppe di terra, solo bombardamenti, quindi solo la solita caterva di vittime civili senza costrutto con la popolazione che se la sbriga da sola cercando per quanto possibile di evitare una cosa che chiamo fuoco amico per mancanza di vocabolario adatto, il tutto mentre il lavoro sporco di liberare i territori controllati dallo Stato Islamico lo fa da anni il PKK nel silenzio dei media occidentali, perché sia mai che venga fuori che non servono le bombe intelligenti ma la determinazione, la strategia e l’appoggio della gente per vincere le guerre. E sia mai che venga fuori che il PKK, oggi ufficialmente un’organizzazione terroristica osteggiata dall’alleato turco, è in realtà un movimento socialista/anarchico, laico e femminista, che nell’ovest della regione abitata dai Curdi, il Rojava, ha installato una sorta di stato autonomo perfettamente funzionante senza l’imprescindibile potenza di fuoco della NATO – anzi, di fatto contro la sua volontà.

Quindi gli Stati Uniti bombarderanno l’Iraq e la Siria, armando contemporaneamente i curdi, ma non il PKK, no, i Pashmerga, quelli che gli sono di fatto ostili, che non sono laici e che per il momento dall’ISIS hanno preso un sacco di schiaffi. Quelli che vorrebbero fare un referendum per emanciparsi dallo stato iracheno mentre gli americani storcono il naso. Ricordo che il medesimo referendum, peraltro per motivi simili (un colpo di stato contro la volontà popolare che ha messo su un regime di simpatie naziste che vuole annientarli), lo hanno fatto i filorussi in Crimea: solo che in Kurdistan si manda Kerry a trattare e calmare la situazione, in Ucraina si appoggia la pulizia etnica, ma lo stronzo è Putin.

Ché poi l’ISIS è una creatura al confronto della quale i Talebani (quelli che Bush sosteneva di aver sconfitto e che ora spadroneggiano in Afghanistan: già, perché nessuno parla più dell’Afghanistan?) sono dei credenti a tempo perso, che predica un totalitarismo reazionario, chiuso e violento, ed è giusto combatterlo. E non per i giornalisti americani decapitati, io vorrei sapere quanti cittadini statunitensi sono stati giustiziati dai narcotrafficanti messicani nell’ultimo anno, ma perché è una milizia armata fino ai denti che si vuole impadronire di mezzo Medio Oriente e sottometterlo in uno stato peggio che medievale, nel quale persino Giovanardi e la Binetti sarebbero considerati di sinistra.

Combatterlo coi droni ed armando altri reazionari nella zona, invece di stare dalla parte di chi la guerra la sta già vincendo, è tuttavia un’idea discretamente cretina. Perché poi Di Battista sarà anche un idiota, ma dopo l’ennesimo intervento dall’alto, con annessa strage di civili, privo di effettiva utilità concreta, avremo davvero una grossa sorpresa tra qualche anno, quando ci si troverà a combattere una nuova milizia composta da fondamentalisti e mercenari, assolutista e violenta che starà devastando la regione.

A meno che il vero obiettivo di fondo non sia invece impedire che la guerra la vincano i socialisti/anarchici, impedire che in una regione considerata arretrata anche dai più progressisti degli occidentali si instauri uno stato molto più libero di buona parte delle cosiddette democrazie avanzate. Libero e con un esercito forte e motivato. Perché quello sì che sarebbe un problema, ed un problema vero, altro che 3000 morti nel World Trade Center, per paesi in cui alle persone sono negati diritti civili fondamentali, come la disponibilità di acqua, o l’accesso all’istruzione ed alle cure mediche, mentre quando le banche o le lobby alzano la voce tutti si piegano senza fiatare. Non vorremo mica che la gente si ricordi di contare qualcosa?

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