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A dicembre mi è scaduta la Postepay. Con un mese e mezzo di preavviso ho provveduto a richiederne una nuova attraverso la procedura automatica al numero verde atto all’uopo di Poste Italiane. Mi è arrivata da poco meno di un mese. Per i primi giorni non ho provveduto ad attivarla perché, avendo effettuato un ordine su Amazon, in caso di problemi e di conseguente richiesta di rimborso, valutavo più semplice potermi far eventualmente accreditare la cifra sulla stessa carta utilizzata per il pagamento. All’appropinquarsi di gennaio, tuttavia, la necessità di attivare la nuova carta è diventata impellente, a maggior ragione a causa di una prossima trasferta fuori dall’Italia che rende consigliabile avere un oggetto del genere, magari con dei soldi dentro.

Una volta la Postepay si attivava con una procedura che prevedeva di interagire solamente con la voce registrata utilizzando il tastierino del telefono. In un giorno delle vacanze natalizie ho dunque provato a procedere, salvo scoprire che l’opzione di attivazione della nuova carta non era disponibile. Dopo un secondo tentativo a vuoto di sicurezza ho cercato su internet e ho avuto conferma: l’attivazione va fatta tramite operatore. GIà così non mi piace, perché io devo comunicare dati estremamente sensibili ad una persona mentre la telefonata viene registrata, con buona se non ottima pace della sicurezza, ma d’altra parte alternative non ce ne sono, quindi decido di tentare.

Al primo giorno feriale disponibile ho intrapreso l’avventura. Seguendo la procedura, sono arrivato alle soglie dell’apertura della comunicazione con un addetto, solo che a quel punto è caduta la linea. Ho riprovato, è di nuovo caduta la linea. Ho cambiato utenza, niente da fare.

Ho sospettato che, siccome siamo in Italia, il luogo dove i vigili urbani non vogliono lavorare a capodanno e di conseguenza, una volta stabiliti i turni, fanno sega come a scuola (facendosi peraltro firmare la giustificazione dal medico od andando a donare il sangue per evitare l’ira dei professori il giorno dopo, cosa che prontamente avverrà perché, al netto della figura di merda e di qualche uscita ad effetto da parte delle autorità incompetenti, nessuno pagherà in nessun modo la bravata), il servizio potesse essere chiuso per ferie. Ho provato ad andare in un ufficio postale per procedere di persona e mi è stato risposto che no, l’attivazione di una carta ordinata per via telematica si può fare solo per telefono.

Finite le vacanze lunghe, ho tentato di nuovo la sorte. Questa volta la telefonata non si è interrotta al momento di essere messo in comunicazione con l’operatore. Ci sono voluti venti minuti di attesa, ma alla fine qualcuno ha risposto. Mi ha chiesto i numeri della vecchia e della nuova carta, il codice fiscale ed il numero della carta d’identità. A quest’ultima richiesta ho risposto iniziando a declamare l’identificativo, al che la tizia in linea mi ha bloccato dicendomi che a lei risultava un codice diverso. Ho replicato che se le risultava il vecchio codice probabilmente le risultava anche che quel documento era scaduto nel 2014. Mi ha risposto che non poteva farci niente, non poteva attivare la Postepay senza la corrispondenza del documento, e mi ha informato che prima di rifare la procedura dovrò andare presso un ufficio postale a comunicare i nuovi estremi del documento. Domani è festa, mercoledì si ricomincia.

Seguiranno aggiornamenti. Un amico mi riferisce che ad un certo punto mi verrà chiesto se ho letto l’informativa sulla privacy allegata alla carta, domanda alla quale una risposta negativa prevede l’interruzione della procedura di attivazione. A quel punto, non avendo io ricevuto nessuna informativa sulla privacy allegata alla Postepay, le alternative saranno bloccare tutto di nuovo o dichiarare il falso. Il mio amico dice tuttavia che lui ha fatto la procedura mesi fa, quindi che magari nel frattempo questo dettaglio è stato in qualche modo risolto. Ci credo poco.

Staremo a vedere.

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