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Alcune considerazioni sparse sugli eventi degli ultimi giorni, che, per chi ha vissuto con la testa sotto la sabbia, tanta sabbia, hanno incluso una sparatoria nella redazione di un giornale francese, alcuni commenti degni del Miniver orwelliano, qualche bomba carta contro alcune moschee, due battaglie con ostaggi e negoziazioni tipo film americano ed una imponente manifestazione nel centro di Parigi con oligarchi, dittatori, golpisti e compagnia cantante a celebrare la bellezza della libertà d’opinione finché resta fuori dal proprio orticello.

1. In relazione agli eventi di Charlie Hebdo, si continua a parlare di atti terroristici. Io non la vedo così: i fondamentalisti hanno identificato un nemico, sono entrati, hanno fatto fuoco e sono venuti via. È stato un blitz, quindi possiamo parlare di atto di guerra o di attentato di stampo mafioso, ma il terrorismo fondamentalista finora è sempre stato una cosa diversa. Forse le BR, on’organizzazione terrorista ma soprattutto eversiva, avevano un approccio simile.

2. Il giorno dopo, qualche brava persona ha pensato di prendersela con le moschee in Francia: ecco, questo invece somiglia al terrorismo fondamentalista.

3. Due giorni dopo, i reduci dell’attentato sono andati a cercare la morte prendendosela con persone scelte a casaccio. Anche questo ricorda molto più da vicino il terrorismo jihadista.

4. In Italia, gente che non fa altro che polemizzare con la stampa, che chiede ed auspica la chiusura di trasmissioni televisive, ora si erge a paladina della libertà di opinione. Daniele Luttazzi e Sabina Guzzanti ricordano ancora qualcosa a qualcuno?

5. Sciacallaggio di prim’ordine per gente come Salvini e Gasparri, che sfruttano la tragedia per fare campagna elettorale contro immigrati e musulmani in genere: poi escono le notizie e si scopre che il poliziotto ucciso era musulmano e che nel minimarket parigino un islamico ha salvato un certo numero di ostaggi chiudendoli nella cella frigorifera. Immagino che la vergogna per certa gente sia impossibile, ma almeno per quelli che li seguono?

6. La Santanchè dice di voler pubblicare in Italia le vignette di Charlie Hebdo. Le pubblicasse tutte, però, incluse quelle sulla Trinità cristiana, sul razzismo della Le Pen e sulle stragi nel Mediterraneo, non solo quelle su Maometto.

7. Ma se sono tutti così favorevoli alla libertà di stampa, cosa ci fa Julian Assange chiuso dentro l’ambasciata londinese dell’Ecuador da due anni e mezzo?

8. “Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici”. Come Anders Behring Breivik, per esempio. O come l’IRA, l’ETA, le BR e i NAR.

9. È però vero che, per una serie di ragioni lunga quanto la Transiberiana, che l’islam ha, specialmente nei luoghi di forte scontro tra tribù ed in quelli in guerra, un forte problema di fondamentalismo. Ragione per la quale la stragrande maggioranza delle vittime del fondamentalismo islamico è composta da musulmani, i famosi musulmani moderati che tutti invocano. Di questo è meno importante parlare, però.

10. Giovedì a Roma fiaccolata davanti all’ambasciata francese. Ecco, questa è una cosa che non ho capito: l’attentato è avvenuto a Parigi, ma è stato fatto contro dei privati colpevoli di aver offeso il Corano, non di essere francesi. Confondere dei privati cittadini francesi con le istituzioni francesi è lo stesso errore che fanno i fondamentalisti quando bruciano bandiere danesi perché un giornale danese ha pubblicato vignette su Maometto.

11. Dopo gli attentati è scattata la corsa a chi chiedeva prima ai “musulmani moderati” di condannare gli eventi ed il terrorismo in genere. Che è un po’ come chiedere agli uomini di condannare gli stupratori, o magari ai tifosi di calcio di condannare gli episodi di violenza. Non ricordo intervistatori in tribuna per chiedere ai “tifosi moderati” di Palermo e Catania se condannavano l’omicidio Raciti. Il razzismo si fomenta anche così.

12. In virtù di elevatissimi principi di prudenza e di buon gusto, dopo poche ora iniziano i distinguo basati sul fatto che Charlie Hebdo pubblicava cose un po’ estreme, quindi che sì, gli attentati erano da condannare, ma il giornale aveva esagerato. Niente, non c’è verso: certe persone profondamente democratiche non capiscono proprio che difendere il diritto di esprimersi non significa necessariamente essere d’accordo con quello che viene espresso. Non capiscono nemmeno che questo genere di distinzione è alla base del fondamentalismo e che dicendo certe cose di fatto si dimostrano chiuse ed intolleranti quanto i folli che dicono di combattere.

13. Ieri imponente manifestazione per le strade di Parigi con una quarantina di capi di Stato, tra cui figuri con un curriculum di giornalisti ed oppositori perseguiti ed imprigionati, di paletti alla libertà di espressione e di frottole istituzionali per fini elettorali o in qualche altro modo privati davvero impressionante. Finché non ci si rende conto che certa gente fa parte dello stesso problema del fondamentalismo e non della soluzione, non se ne verrà mai fuori.

14. Brillavano per assenza individui come Obama, Biden e Kerry, quelli che danno la caccia a Assange e Snowden mentre appoggiano i governi di paesi come Israele e Ucraina. Ma non c’è da preoccuparsi. Questi signori non sono meno favorevoli alla libertà di stampa di gente del calibro di Cameron, Poroschenko, Netanyahu o Abu Mazen: sono solo meno ipocriti.

15. Puntuale come le tasse arriva la richiesta dei leader cosiddetti democratici di un maggiore controllo e di una maggiore sorveglianza di massa su Internet. Congratulazioni: avete capito tutto.

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