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Considerazioni sparse sulla giornata calcistica del weekend, non solo su Inter-Palermo.

1. L’ipocrisia di Galliani che si lamenta della prova TV sintetizza alla perfezione perché il calcio italiano, splendido specchio del sistema Italia nel suo complesso, è alla frutta: uno che è stato dirigente di club negli ultimi 25 anni, ricoprendo anche ruoli istituzionali, e non ha fatto nulla per risolvere annose questioni, tra cui il fatto che ci sono soggetti che impongono la fumosità dei regolamenti e la soggettività delle interpretazioni per poter manipolare le decisioni senza scadere esplicitamente nell’illecito, adesso che i problemi che ha contribuito a creare gli si sono rivolti contro sbraita a reti unificate sbraita il sistema è da cambiare. Non è fantastico quando chi ha creato un problema va sulle barricate contro di esso?

2. Nel frattempo quasi tutti quelli che per anni hanno subito le ritorsioni del sistema iniquo e che si sono visti ridere in faccia dal medesimo da chi avallava le le ingiustizie perché le perpetrava, ora portano Galliani sul bavero come se fosse Che Guevara. Fino alla prossima volta in cui il Milan avrà bisogno di rubar loro una partita?

3. Il principio sottomesso agli interessi di bottega come regola generale: l’Italia è una repubblica plutocratica fondata sul conflitto di interessi?

4. L’Inter vince 3-0 in casa col Palermo, ossia una partita normale vinta in modo normale: è morto qualcuno?

5. Icardi con accanto una seconda punta segna una doppietta e prende un palo: lo rimettiamo a fare la punta unica?

6. Icardi non esulta (soprattutto non esulta con le mani sulle orecchie), la curva Nord sì: chi è che si è coperto di ridicolo, quindi?

7. Guarin da interno destro con attorno due centrocampisti di buon livello che hanno dei compiti precisi continua a fare di testa sua ma è determinante: quindi serviva solo schierarlo nel suo ruolo in una formazione sensata?

8. Adesso salta fuori che Medel, con dei compagni di mediana che si muovono e sanno cosa fare, è utile anche in fase di possesso: l’organizzazione di gioco non serviva a niente, vero?

9. Palacio gioca da mesi con un mezzo infortunio e da mesi non combina assolutamente nulla: ora che abbiamo Podolski e che abbiamo chiarito che schierare qualche volta Bonazzoli o Puscas non ci fa giocare la partita in 10, non c’è proprio verso di mandarlo a farsi curare?

10. Brozovic è fortissimo. Mi ricorda un po’ quello che avrebbe potuto diventare Kovacic se fosse stato allenato da qualcuno interessato a farlo crescere e non da uno che diceva di esserselo trovato. Chi era?

11. Detto questo, adesso Kovacic non ha scelta: o migliora rapidamente, o di spazio ne troverà pochino. Con un allenatore capace di gestirlo e di farlo crescere che ha già fatto capire che con lui anche i primavera possono trovare spazio, è un male?

12. Juan Jesus nelle prime apparizioni nell’Inter di Stramaccioni era un giocatore aggressivo, cattivo e determinato. Al di là delle lacune tattiche e di qualche errore, lo stiamo rivedendo tonico e incazzoso: la miglior dimostrazione che Mancini sta lavorando prima di tutto sulla testa. Non è ciò che aveva fatto anche quello di prima, che infatti li aveva depressi tutti?

13. Ranocchia, a parte un intervento goffo (forse ostacolato da Handanovic) nella ridicola azione del palo del Palermo, peraltro avviata da un passaggio assassino di Dodò con la difesa schierata per la fase offensiva, offre una buona prestazione: non sarà l’ideale come capitano, ma qualcuno se lo ficcherà in testa che non è lo scandalo che molti dipingono, neanche caratterialmente?

14. Adesso riusciamo a dare anche un minimo di continuità giocando la terza buona partita di seguito (perché la prima è stata quella di Napoli), o alla prossima partita torniamo tutti allo psicodramma?

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