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Lauryn Hill - The Miseducation of Lauryn HillIl 13 luglio all’Auditorium Parco della Musica a Roma, nell’ambito del “Luglio Suona Bene”, si esibirà Lauryn Hill. Nonostante i soliti prezzi tutt’altro che popolari, i biglietti sono praticamente esauriti. Ad oggi, anzi a ieri sera, rimangono disponibili alcuni posti a caso in qualche tribuna, più i circa due terzi della “tribunetta alta”, struttura al momento sconosciuta che verrà installata per l’occasione, verosimilmente sopra le tribune fisse, tra le sale.

Per chi se la fosse persa, nella seconda metà degli anni Novanta, Lauryn Hill è stata una vera star, prima in ambito hip-hop con i Fugees, in seguito a livello mainstream da solista. Poi è scomparsa, probabilmente per il suo essere troppo indipendente per le scadenze imposte dal mercato musicale e troppo turbolenta per le scadenze tout court.

Dal suo disco di debutto del 1998, “The miseducation of Lauryn Hill”, ha pubblicato solo uno strano unplugged, poi il vuoto. Il fatto però è che il suo primo, e tuttora unico, album è uno dei migliori dell’ultimo decennio del ventesimo secolo, a braccetto con capolavori del calibro di “Achtung, baby”, “Mezzanine”, “Little plastic castle”, “Homogenic”, “Dummy”, “Is this desire?” e “Into the electric castle” (sì, lo so, ci sarebbe molto altro). 78 minuti in cui Lauryn si mette a nudo, parla di sé e si racconta in modo schietto ed ontesto: c’è veramente di tutto, dall’hip-hop a spunti melodici grandiosi, passando per tutte le sfumature della musica black del periodo, dall’r’n’b al soul citando il reggae, con una voce capace di fare qualunque cosa, dai gorgheggi al rap aggressivo, dalle carezze ai toni drammatici, sempre con un timbro caldo ed elegante. Soprattutto c’è la passione, che traspare da ogni singolo suono, in particolare da quelli che escono dalla sua gola. L‘unico problema è che una come lei non poteva, e non potrà mai, stare per intero in un disco solo.

Ecco, dicevamo, l’autrice e l’interprete di tutto questo il 13 luglio sarà nella Cavea del Parco della Musica. Cosa suonerà e come, non lo so. Posso fare riferimento ad alcuni concerti disponibili (in qualità modesta) su youtube che Lauryn ha tenuto lo scorso anno. Concerti con una band solida – tastiere, basso, chitarra, batteria e coriste – in cui la ex signora Marley ripercorre la sua vita musicale con un approccio tendenzialmente soul e reggae, non fosse altro che per il line-up, e con una voce ancora eccezionale, anche se leggermente sforzata sulle note e sui volumi alti. Concerti sontuosi, che probabilmente non sono quello che uno si aspetterebbe dopo aver ascoltato “The miseducation”, ma sono anche passati quasi due decenni. Concerti travolgenti, rutilanti, in cui l’emozione di chi sta sul palco si percepisce anche tramite la modesta resa su youtube, figuriamoci di persona. Musica, espressione, comunicazione, passione. Arte, vita.

Come detto, i prezzi dei biglietti rientrano nella categoria “incursore anale” – 40,25 euro per la tribunetta sopraelevata (comprensivi di prevendita anche comprati in loco, questa non l’ho capita molto bene). Siamo ancora al di sotto di “incursore anale foderato di carta vetrata”, come i Muse a Capannelle a 72 euro o i concerti allo Stadio Olimpico a partire da 60 euro, se non altro perché almeno al Parco della Musica ci sono seggiolini numerati e l’acustica è pressoché perfetta (ancorché con volumi un po’ bassi, almeno in passato, l’anno scorso i Simple Minds li hanno lasciati sfogare). Però è un concerto da una volta nella vita che va visto: Lauryn Hill se lo merita, sebbene con una quindicina d’anni di ritardo.

Un po’ come Björk a 57,50 euro, sempre alla Cavea, sempre nella tribunetta sopraelevata, e sempre un tre lustri dopo i capolavori irraggiungibili.

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