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Duttureddru, se io entro qua dentro, Vossia ha in sacchetta una pistola, me la punta, io sono disarmato, e mi dice ‘Cola Gentile, inginocchiati!’. Io che faccio? M’inginocchio. Questo non significa che vossia è un mafioso perché ha fatto inginocchiare Cola Gentile. Vossia è un cretino con una pistola in mano. Ora vengo io, Nicola Gentile, disarmato qua dentro. E vossia è disarmato. Le dico: ‘duttureddru, guardi che mi trovo in una certa situazione…Devo chiederle di inginocchiarsi.’ Lei dice: ‘Ma perché?’. Dottureddru, io glielo spiego. Glielo spiego e riesco a persuaderlo che Vossia si deve inginocchiare per la pace di tutti. Vossia s’inginocchia e io sono un mafioso. Se Vossia si rifiuta di inginocchiarsi, io le devo sparare, ma non è che ho vinto. Ho perso, dottureddru.” – Da “La gita a Tindari”, di Andrea Camilleri.

Io sostengo da anni che l’Unione Europea ha lasciato definitivamente perdere qualunque tentativo di mostrarsi diversa da quello che è, e con Grecia, Italia, Spagna ed Irlanda si è comportata come il cretino con la pistola. Secondo i liberisti all’amatriciana che invece continuano a sostenere le ragioni dell’austerità ed a difendere un’istituzione che ha regalato soldi alle banche tedesche sulle spalle della popolazione greca ed ora pretende che la popolazione greca paghi il conto, ieri la Grecia, col suo NO alle proposte della Troika ha deciso, nonostante la pazienza ed i tentativi di mediazione di Merkel, Juncker, Draghi e Schaeuble, di rimanere in piedi e come tale deve essere uccisa – fallire, uscire dall’Euro ed essere abbandonata al suo destino. Questi signori se ne renderanno conto che propinano un’immagine dell’Unione Europea che somiglia straordinariamente al mafioso di Camilleri? Forse no, e per un motivo: nessuno tra questi poco venerabili signori pensa davvero di aver perso.

Passiamo ad un altro grande siciliano. “Quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.” – Da “Il giorno della civetta”, di Leonardo Sciascia.

Parliamo di due persone. Uno che si è fatto eleggere con un mandato elettorale preciso, è andato a difenderlo contro un mondo ostile e, dopo essere stato messo con le spalle al muro, ha offerto ai suoi elettori la propria testa su un piatto; gli elettori l’hanno rifiutata e lo hanno rispedito nell’agone a combattere, più orgoglioso e fiero di prima. Un altro ha preso il potere tramite una squallida congiura di palazzo dopo aver vinto in una competizione elettorale non ufficiale, si fa forza di un sostegno popolare personale senza aver mai sottoposto il proprio programma ad una verifica tramite le urne, parla come se fosse il padrone del Paese, fugge qualsiasi confronto, tratta le persone inferiori a lui con la tracotanza di un imperatore e quando ha a che fare con gente capace di decidere il suo destino si piega, striscia. bacia mani e lecca piedi.

Io sarei lusingato di essere rappresentato nel mondo da un uomo vero come Alexis Tsipras. Invece mi tocca sentire un ominicchio come Matteo Renzi spalleggiato e sostenuto da un esercito di quaquaraquà, che sostiene di parlare a nome mio perché non si sa bene chi lo ha votato alle primarie e poi un 40% dei votanti hanno espresso la generica preferenza per il suo partito alle elezioni europee.

Ho voglia di vomitare.

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