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Io ho un bar. Il mio bar ha subito una grossa perdita di clienti con la crisi del 2008 ed io per tenerlo aperto mi sono fatto prestare i soldi dalla banca. Solo che la crisi si è protratta e io avevo difficoltà a pagare le rate del prestito.

Io ho un fratello ricco. Il mio fratello ricco ha restituito i soldi alla banca al posto mio, e adesso li rivuole indietro. Però lui i soldi alla banca li ha restituiti quando io avevo già licenziato le cameriere ed interrotto la fornitura di alcolici perché non avevo liquidità, tolta quella che mi serviva per pagare le rate; quindi il bar va ancora male, per forza, non ha i mezzi per ripartire ed attirare di nuovo clienti. Ma a mio fratello non importa che il bar vada: lui rivuole i suoi soldi. Non vuole tirare fuori altri soldi per darmi una mano a riavviare la mia attività, non vuole dilazionare i pagamenti, non vuole rinunciare nemmeno ad una piccola parte del denaro che gli devo.

Come dovrei fare a pagarlo, non lo so. Lui dice che devo risparmiare, ma io non ho più i soldi per costruirmi un futuro. Potrei vendere il bar, e dargli una parte del denaro ma poi? Come farei a mangiare? Dove andrei a dormire? Come farei a trovare i soldi per poter in seguito onorare l’ultima parte del debito?

La realtà è che mio fratello non mi ha fatto un favore: si è semplicemente accollato il credito che aveva la banca – la sua stessa banca, che indicava i soldi che gli dovevo come una passività che rischiava di farla fallire – facendomi credere che trattare con lui sarebbe stato più facile, perché dopotutto è mio fratello. Non è andata così, ed adesso lui, invece di permettermi di riprendermi e di mettere le basi per potergli restituire i soldi, controlla la mia vita, mi chiede favori su favori e ogni volta che provo ad alzare la testa mi ricorda quanto denaro gli devo. Evidentemente preferisce così, che fare in modo che io possa emanciparmi: preferisce controllarmi al riavere i soldi. Forse lo fa perché ha prestato i soldi anche ad altre persone e vuole far vedere che non fa favoritismi, forse per ideologia, forse perché non capisce che uno possa vivere una vita diversa dalla sua. Non lo so. Fatto sta che mi tiene sempre sull’orlo del fallimento, decide della mia vita e fa in modo che non si risolvano né i miei né i suoi problemi.

Provo a parlarci quasi tutti i giorni: “così non ce la faccio, non potrò mai restituirti i soldi, bisogna trovare una soluzione. So che sembra assurdo, ma se mi concedessi un altro prestito e smettessi di farmi pressione per restituirti tutto subito, magari riuscirei a tornare a guadagnare qualcosa, e nel tempo potrei farcela, a pagarti”. Niente. Mi ha detto che mi ha già dato una montagna di soldi e io li ho sprecati per vivere al di sopra delle mie possibilità. Ho venduto la macchina, mi sono trasferito in un quartiere popolare, non esco mai per cena e non compro vestiti da due anni, ma lui dice che ho speso troppo. Ho provato a spiegargli che i sui soldi io non li ho neanche visti perché li ha dati direttamente alla banca per coprire il buco in bilancio, che quei soldi non sono stati sprecati perché io non li ho investiti, ma perché io non li ho proprio mai avuti. Ha detto che non gli interessa.

Gli ho chiesto cosa dovrei fare, la sua risposta è che devo ridargli i soldi. Come, non lo sa e non vuole saperlo. Ho anche provato a rivolgermi altrove, ma lui ha parlato con le banche, ha detto loro che non sono un buon pagatore, quindi le banche non si fidano e non mi concedono credito.

Forse dovrei dichiarare fallimento. È sbagliato, perché, se messo nelle condizioni, so che potrei riprendermi e ridargli quello che gli devo. Ma se in queste condizioni non ci sarò mai, è inutile illudersi e tirarla per le lunghe. Lui non vedrà un euro ed io sarò uno che ha fatto fallimento. D’altra parte, che alternative ho?

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