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A proposito del cosiddetto Califfato, o ISIS, o Daesh come, ho recentemente scoperto, viene chiamato da chi non vuole dargli il credito che richiede, scrissi che era il risultato di tanti fattori, non ultimo l’aver affrontato situazioni problematiche in tutto il Medio Oriente armando per quasi 40 anni il meno peggio del momento, intendendo per “meno peggio” quello che rappresentava la soluzione contingente più vantaggiosa – quindi di fatto quello che era più abile a trattare e vendeva meglio il petrolio – senza mai avere un’idea di lungo periodo che non fosse vendere armi.

Il Daesh, o ISIS, sa benissimo che nel mondo ci sono due situazioni che vuole affrontare: una è un’emergenza, l’altra, forse, un problema di lungo termine. L’emergenza è il fatto che al mondo esiste gente che vorrebbe vivere la vita secondo le proprie regole: persone che vogliono divertirsi, bere, mangiare, ascoltare musica, innamorarsi e litigare, persone favorevoli alla laicità, all’uguaglianza, alle libertà civili, ai diritti umani, al dialogo ed alla convivenza pacifica, e questo, per chi vuole imporre le proprie convinzioni con la forza, è inaccettabile. Dal punto di vista di un stronzo armato fino ai denti e travestito da fondamentalista religioso, poi, il fatto che ci siano persone che, pur combattendo la stessa emergenza, sono spinte da motivazioni differenti, è un problema: le loro ragioni sono sbagliate.

Il Daesh, assieme a tutti i cosiddetti fondamentalisti islamici, si applica dunque per combattere prima di tutto l’emergenza. A livello globale, i terroristi che sostengono di agire in nome di Allah scatenano la violenza nei luoghi di ritrovo delle persone normali, dal mercato al ristorante passando per la sala da concerti nel centro di Parigi. Ce l’hanno con la libera informazione e con la satira, ce l’hanno con le organizzazioni umanitarie, ce l’hanno con chi vive la sua vita secondo ideali di libertà. Contro gli stessi principi, in Occidente agiscono altri tipi di fondamentalisti, uno potrebbe dire cattolici ma c’è anche molto altro: fanno la guerra ai diritti civili (come la privacy ed i matrimoni omosessuali), combattono la libertà di espressione (parlando di vilipendio e blasfemia), attaccano le organizzazioni umanitarie (come Emergency e Medici Senza Frontiere), osteggiano le libertà sessuali (considerando i sex workers esseri umani inferiori e vietando l’insegnamento dell’educazione sessuale a scuola), squalificano le fonti di passione e divertimento (come rock, fumetti, letteratura fantasy) ed in generale trattano con estremo sospetto chi ha una sua scala di valori e vive la sua vita di conseguenza – è di questi giorni, tra l’altro, l’insistente e vergognosa questione intorno al fatto che la povera Valeria Solesin fosse o meno battezzata.

Eccolo, dunque, il vero nemico dell’integralismo: Valeria Solesin, uccisa da fondamentalisti che sostengono di parlare in nome di Allah mentre viveva la sua vita ed insultata da fondamentalisti che sostengono di parlare in nome di Dio mentre i suoi cari la piangono. È lei l’avversario, il vero pericolo, e come lei tutti quelli che pensano e vivono secondo dei valori autodeterminati – quelli della passione e della libertà, non quelli del denaro, pel potere e del controllo sulle vite degli altri. Siamo pieni di tromboni che invitano a pregare per Parigi, ma i fondamentalisti islamici non hanno nessuna paura di un uomo che prega, anche se, proprio come i fondamentalisti cattolici, disprezzano chi prega un dio diverso. Bisognerebbe invitare le persone ad uscire, divertirsi, condividere, magiare, bere, discutere, ascoltare musica, ballare, stringere legami, scopare per Parigi (o per Beirut, Bamako, Tunisi), perché questo è ciò dà davvero fastidio a chi sa interfacciarsi col prossimo solo con odio e senso di superiorità.

Per questo, cari integralisti de noantri, voi non siete sotto attacco: nella guerra tra la libertà e l’oppressione, tra i lumi e l’ignoranza di massa, voi state dalla stessa parte del Daesh, come il Daesh sta dalla stessa parte del governo americano che combatte la trasparenza e bombarda MSF. E se ogni tanto qualcuno di voi ci va di mezzo, è semplicemente un danno collaterale, il medesimo tipo di danno collaterale che ritenete essere un male necessario quando avallate i bombardamenti sui civili in Siria, Libia, Iraq e Afghanistan. È fuoco amico: fatevene una ragione.

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